lunedì 27 ottobre 2008

Gemella Ciambella: prima o poi la si paga




Vi intratterro' brevemente con un fatto che mi sento di condividere con voi: io e Gemella Frittella siamo due famose "Schizzinose", che nella lingua della zona dove siamo nate significa "difficili nel mangiare".

Sin da piccole abbiamo reso un'inferno la vita di nostra mamma, con fisime impossibili sul cibo:
non mangiavamo niente che contenesse "verdurine", "nervetti", e un'infinita' di ingredienti, quali: verdure varie (eccetto patate fritte), insalate, aceto, frutta, frutta candita, formaggi, e qualunque cosa la cuoca (nostra mamma) preparava, veniva scrutinata, vivisezionata e poi la nostra commissione interna accettava o rifiutava il cibo.

Inutile dirvi che la nostra mamma deve aver fatto una festa tipo quella della "Liberazione" quando io e Frittella ce ne siamo andate di casa. Ebbene, adesso, nonostante il tempo sia passato il boomerang del contrappasso mi ha raggiunta! Infatti ogni tanto vorrei cucinare per gli amici del mio ragazzo: pensavo che sarebbe stato facile, dato che sono Tedeschi... di solito basta che la cuoca sia italiana e mangiano tutto.
E invece no.
Uno non mangia ne' melanzane ne' zucchine, spinaci, sedano, carote e la lista puo' continuare...ma come fa?! La cipolla deve essere affettata fine. Altrimenti non la mangia. Senza contare altre assurde manie dei miei amici crucchi, come "non condire la pasta ma mettila in tavola separata dal sugo, per non rovinare l'estetica" oppure "mangiamo l'insalata INSIEME alla pasta col ragu', perche' il gusto fresco dell'insalata pulisce la bocca". Quando ho assistito a questa scena stavo per svenire.

Ebbene, credevo di essermi guadagnata un posto in paradiso dopo aver iniziato a mangiare molte verdure e cose che prima non oltrepassavano la frontiera del mio piatto...ma mi sbagliavo! Adesso capisco mia mamma, oh, come la capisco!

SCUSA ANCORA MAMMA!!! adesso pero' smettila di ridere cosi forte, ti sento fino a Berlino...

Alla luce di tutto cio' mi sento di poter dire che alla fine tutto si paga, i nostri "peccati" tornano a Boomerang e ci aspettano al varco, come farebbe Clint Eastwood, e allora...non c'e' scampo!

Questa settimana devo cucinare per tutti il risotto alla milanese...ma questo giro daro' a tutti i partecipanti alla cena precise limitazioni...

L'amore è imperfetto


Qualche tempo fa mi sono ho chiesta se sia normale stare con un uomo e pur amandolo occhieggiare di tanto in tanto qualche bel ragazzo e farsi film su un'eventuale nuova relazione.

Capita, sei su un mezzo pubblico e dici "Caspiterina, e quello chi è?" e fai di tutto per non guardarlo, ma non puoi farne a meno. Oppure intuisci che un collega ha un qualche interesse per te e anche se non te ne frega niente di lui ne sei lusingata, o ancora, conosci un tipo veramente fico a qualche corso e istintivamente cerchi di capire se ci sia di mezzo una tipa o meno.
Non so quanti lo ammetterebbero, ma succede più spesso di quanto uno creda.
Improvvisamente le nostre molecole iniziano a vibrare in modo nuovo a causa di un incontro.
Ma è un male?
Io credo di no. Prima di tutto perchè la vita è una cosa fluida e cambia in continuazione, come adesso il tipo dell'autobus ci piace, dopo non ci piacerà più (anche se potrebbe pure succedere che scappi via con questo tipo).
Poi, la mente ha bisogno di passatempi e questo è meglio delle parole crociate.

Infine, non siamo perfetti. Veniamo cresciuti con l'idea dell'amore assoluto, inattaccabile come una torre di titanio, che resiste a tutto, resiste alle insidie, alla routine (il nemico più insidioso), resite alla tentazione. Tua moglie sarà sempre l'unica e non proverai attrazione che per lei e viceversa.
Ma esisterà questo amore assoluto puro e cristallino? Antiruggine e anticalcare? Io non ne vedo molto in giro. Un sacco di mariti tradiscono le moglie, a volte addirittura nascondono la loro omosessualità, un sacco di mogli tradiscono il marito, a volte a pochissimo tempo dalle nozze.
E chi lo dice che ti devi innamorare della persona giusta? Che non ti capiti la disgrazia di amare qualcuno che non ti ama o di essere amata/o da qualcuno che non ami? E che non ti devi innamorare di una sola, unica persona contemporaneamente?

Io non ci credo alla perfezione cinematografica dell'amore. E' un'altra bufala per farci sentire sempre in errore, sempre in debito. Come l'idea che essere sempre giovani sia l'unico modo per essere felici. Son tutte cazzate.
L'amore è come ti capita (vi ricordate la scatola di cioccolatini di Forrest Gump?) e quando ci sei dentro vedi di cavartela come meglio puoi.

Che vuoi che sia un sogno ad occhi aperti...


mercoledì 22 ottobre 2008

Libri sul metrò






In metrò si studia, si scrive, si ascolta musica, si legge.
Non tutti si limitano a Metro o City o un'altro dei giornaletti gratuiti che ti fanno annusare le notizie.

Ecco i libri visti questa settimana sui mezzi pubblici di Milano...(Sarebbero molti di più ma cerco di essere discreta nello sbirciare i titoli....)



"Attrazione in camice bianco" (romanzo Harmony)
"Lo scudo di Talos" Valerio Massimo Manfredi (archeologico)
"Vento Nero" Clive Cusser (best seller)
Titolo misterioso Michael Connelly (thriller)
"L'ultimo appello" John Grisham (legal thriller)
"Gli Ascoltatori" James Gunn (Urania)
"Saulina" Sveva Casati Modignani (sentimentale)

martedì 21 ottobre 2008

Ecco una donna che farebbe meglio a smettere di far cazzate e tornare a scrivere belle canzoni...


Guardate che caruccia era. E in gamba. I suoi testi mi fanno sempre un pò senso, tanto vanno dritti al bersaglio...

Amy Winehouse - Love is a Losing Game

For you I was a flame,
Love is a losing game
Five story fire as you came,
Love is losing game

One I wish I never played,
Oh, what a mess we made
And now the final frame,
Love is a losing game

Played out by the band,
Love is a losing hand
More than I could stand,
Love is a losing hand

Self professed and profound
'Til tips were down
Know you’re a gambling man
Love is a loosing hand

Tho’ I battled blind,
Love is a fate resigned
Memories mar my mind,
Love is a fate resigned

Over futile odds,
And laughed at by the gods
And now the final frame,
Love is a losing game.

Gemella Ciambella: Le conseguenze della moda






Lo so, Gemella Frittella mi uccidera' per avere sconsacrato il titolo del film con Toni Servillo, ma ci sono cose importanti che voi donne dovete sapere...sui vestiti.

Come quasi tutti sapete io amo i vestiti. Mi piace comprarne, ma soprattutto mi piace trovare nuovi abbinamenti, rinnovarmi di tanto in tanto. In realta' non compro piu' tonnellate di vestiti come 10 anni fa: adesso pochi ma buoni, preferibilmente di giovani artigiani (qui a Friedrichshain ce ne sono piu' che panettieri o salsicciai) o di seconda mano, dato che io non son buona a farmeli. Ma li disegno di tanto in tanto. L'ultimo anno che ho vissuto a Londra facevo le sfilate con le mie amiche per provare nuovi abbinamenti e per vedere cosa era meglio dare via.

Ebbene, adesso vivo a Berlino. La prima cosa che noto e' che qui le catene di negozi (Zara, Mango, Esprit, etc.)
ci sono, ma sono gettizzate a una sola parte della citta', quella piu' centrale. In Friedrichshain imperano i negozietti artigianali o di seconda mano appunto, dove amo sguazzare io.
Il Berlinese medio, mi fanno notare, e' sgrauso, profondamente e nell'anima. Cheggli frega se non hanno la maglietta che non e' sciancrata o la scarpina e' del colore sbagliato? Tutto va bene, tutto fa.
A volte ci sono cose orribili che camminano con dentro delle persone (oggi ho visto una maglietta sintetica leopardata con collane e dentro un tipo che aveva i capelli finti biondi sparati per aria...Uhg...) ma qui devo dire non sento piu' la pressione.

Rispetto a Milano, Londra e' una citta' libera, ti puoi vestire come vuoi: sei un freak anni 80? sei "IN".
Vuoi portare i basettoni e le scarpe appuntite alla "Leningrad cowboy"? ci stai dentro fratello! Sei una bambola zucchero e merletti? vai per la maggiore! sei superdarkettonaevaiingiroconunvestitoda "MOGLIE dI DRACULA in vacanza"? ehi! dammi il 5! insomma, e' una grande festa mascherata. Allo stesso tempo pero', si sente tantissimo la pressione dell'essere "perfetti": a Milano la sentivo gia' parecchio, ma negli ultimi anni a LOndra e' daveero massacrante: continua ad esserci la liberta' di vestirsi come si vuole, ma il modello di donna sexy e' talmente estremizzato dalla pubblicita' che e' difficile non sentirsi attaccate.

Le gambe devono essere depilate e lisce come se fossero state ritoccate in photoshop. I tacchi sono cosi alti che per indossarli devi fare il check-in come in aereoporto, tutto e' "pretty-sexy-sweet-delicious", le parole piu' amate dai giornalisti di moda. Insomma, il modello di donna che ne risulta e' una che deve essere solo pizzi e merletti, sempre ammiccante (un po' puttanone e un po' raffinata diva del cinema), frivola, che non sa nemmeno dell'esistenza dei "PELI SUPERFLUI" e che sui tacchi puo' correre, saltare in alto e fare le piroette.
Ebbene, io devo ammettere che, anche se mi ritengo una piuttosto indipendente da queste logiche, un po' mi sono fatta influenzare.

Ok, sono fasi della vita, ma guardando i miei vestiti arrivati col camion dei trasporti internazionali nel nostro salotto, mi rendo conto che molti di questi vestiti sono stati presi sotto l'impulso di aderire alla mefitica addizione

"pretty-sexy-sweet-delicious", equazione che ovviamente non e' riuscita per niente, perche' io non sono cosi, ma ho speso palettate di soldi nel vano tentativo.
Alcune delle mie amiche si ricordano certo i miei famosi
-Stivali scamosciati Viola con "kitten heel", messi una volta in 2 anni.
-Camicie viola e bianche con volant ovunque (Promod)
-2 gonne, una a fiorellini blu e una viola di panno, strette per evidenziare i fianchi (Promod, messe 1 volta ciascuna, in quella di panno non entro piu' perche' ho messo su due chili...)
-Scarpe col tacco alto, nere scamosciate (messe 2 volte in 3 anni).

E potrei continuare...Insomma, perche' ho buttato cosi tanti soldi in vestiti che non sono parte del mio carattere?
Be', io direi, mi sono fatta influenzare un po' troppo dalla stampa e dalle cose che ho visto, soprattutto in ufficio. Mi sono fatta fregare. Ho dimenticato che non esiste un "modello" di donna, che ognuna di noi a modo suo puo' essere bella e/o sexy e/o attraente.

E allora donne, finalmente, dopo aver visto Milano e Londra, credo che qui a Berlino riusciro' ad essere cio' che sono. Prendiamo tutto cio' come un viaggio iniziatico di estremi:
-Fase 1 Milano: l'introspezione, il tentativo di non conformazione al (triste) gusto locale, basato sull'assioma "se ce l'hanno gli altri lo devo avere anche io".
-Fase 2 Londra: Il momento dell'edonismo piu' sfrenato. In una grande festa mascherata che si celebra ogni giorno, si cerca di apparire i piu' originali. Finalmente tutto e' concesso.
Fase 3 Berlino: la consapevolezza dell'io trovato. Non ho piu' bisogno di travestirmi, posso vestirmi da "me stessa". Come potrebbe aver detto Erich Fromm "mi vesto e non mi travesto".

Vi invito a venire a Berlino e ad assaporare la sensazione di liberta' che si respira', ancor piu' che a Londra, e se non potete, almeno osservate la gente in un paese straniero: scoprirete che cio' che magari ritenevate un abbinamento fuorimoda o semplicemente sciocco in realta' puo' funzionare, e scoprirete che la moda siete voi.
Si, che mi perdoni Francesco de Gregori, ma la storia della moda siamo noi, con tutte le nostre imperfezioni che rendono i vestiti in cui siamo dentro speciali o totalmente sbagliati. Siamo noi che rendiamo "unici i capi" con i nostri abbinamenti, e sta' a noi non vestirci come l'esercito di modaioli che popolano le citta' .

Avanti gente, non vi fate influenzare dalla moda del momento o dal colore dell'anno, fatevi influenzare da voi stessi. I modelli irraggiungibili delle pubblicita' sono solo photoshop.
Quando scrivo cosi, sembro perfino una persona seria...

Prossimamente sul tema moda: "Gli scheletri nel mio armadio"...

lunedì 20 ottobre 2008

Gemella Frittella: Ma quanto è figo Toni Servillo?







Dopo averne sentito tanto parlare, finalmente ho scoperto chi è.

Il suo nome turbinava nelle orecchie da tempo ma non mi era mai capitato di vederlo nè al cinema nè' a teatro. Infine ho avuto modo di guardare "Le conseguenze dell'Amore", e mi si è aperto un mondo.
Nessun attore italiano mi ha mai interessata particolarmente. Ma Toni Servillo è proprio un'altra classe.
Prima di tutto è bravissimo, di quelli che non strafanno mai e non enfatizzano la recitazione (uno dei vizi capitali del cinema e del teatro italiani), tutto pare essere per lui perfettamente naturale, più naturale che per DeNiro.

Poi, è simpatico. Non fa l'istrione, il supersimpaticone come, per esempio, Roberto Benigni, non ha bisogno di raccogliere incondizionati favori: sanamente timido (l'ho visto arrossire per i complimenti di una signora ad un incontro al Piccolo Teatro Studio) non si esibisce mai troppo; la misura anche fuori dal palco/set è un pregio di pochi.

Tutto questo, unito a un volto estremamente espressivo e a un sorriso solare, lo rendono mooooolto fascinoso! Nonostante la calvizie, nonostante il fatto che dimostri più anni del mio compagno pur essendo più giovane di 8 anni, Toni è proprio figo...Provare per credere! Ammiratelo ne "Le conseguenze dell'amore" e capirete...

venerdì 17 ottobre 2008

Gemella Frittella: Essere o non essere MADRE?


Quando una donna arriva alla mia età con una relazione mediamente stabile e senza figli, se ancora non ci ha pensato, si fa delle domande: "Lo faccio, anzi, lo facciamo un bambino?", "Cosa cambierà?", "E se poi non mi piacesse essere madre?".

Diciamo che se ci sono troppe domande, forse la risposta è un implicito "Molla, baby, non fa per te", però il fatto che ci sia la domanda in sè e per sè è già un segno di qualcosa che si muove dentro di te.
Non mi sono mai considerata madre, piuttosto figlia, complici anche i genitori, che ancora adesso mi trattano come una cinquenne; ma ora, pure osservando le mie coetanee correre all'acchiappo dell'ultimo treno, chiedendo al mio reticente compagno che (SORPRESA), dopo 8 anni di convivenza e molti interrogatori finalmente fa outing e dice "Sì, mi piacerebbe" (aspetta a dirlo ancora un pò!) e non ultimi amici maschi che parlano della loro prole con gli occhi a forma di cuore, immersi fino al collo in un mare di melassa, adesso boh...Ci sto pensando.

Osservando la vita della mia amica Anna (madre di una bambina fantastica di cui mi vanto essere la zia preferita) non so se ho tanta voglia: non sono nonostante tutto una donna realizzata, ho ancora molte cose da fare e non vorrei proprio che un figlio costituisse un ostacolo. Non vorrei trovarmi a fare la mamma che sbuffa e si sacrifica, perchè non sono affatto convinta che la maternità sublimi tutte le aspirazioni di una donna.

D'altro canto il tempo stringe, e l'altra cosa di cui ho paura è di pentirmi di aver rinunciato, o starci rinunciando per paura: paura della responsabilità prima di tutto, della mutazione fisica (che mi terrorizza), delle conseguenze di ogni tipo sulla mia vita.
Sarebbe atroce svegliarsi una mattina sentendosi madre e scoprire di avere superato il limite e non poter rimediare (caro, vecchio egoismo umano), nonchè di aver commesso l'ennesimo passo infelice.

A parte questo, perchè portare al mondo un'altra creatura e fargli affrontare questo dannato percorso ad ostacoli che è la vita? Perchè condannare un altro essere a patire la tortura di questo mondo sempre più barbaro? I pericoli? La scuola? Gli amori infelici? L'effetto serra? La desertificazione? La fame nel mondo? Le guerre? Non sarebbe meglio estinguersi pacificamene riducendo le nascite?

Tutto questo mi chiedo.

Devo prendere una decisione alla svelta, pormi un termine. Anche perchè il summenzionato compagno ora fa l'entusiasta in proposito, e vuole risposte.

Ma io non so proprio che fare...