domenica 7 giugno 2009

Sorprese- David Bowie- Lovin' The Alien


Non avevo mai fatto caso al tema del testo...

Watching them come and go
The templars and the saracens
They're traveling the holy land
Opening telegrams oh ho

Torture comes and torture goes
Knights who'd give you anything
They bear the cross of coeur de lion
Salvation for the mirror blind oh ho

But if you pray all your sins are hooked upon the sky
Pray and the heathen lie will disappear
Prayers they hide the saddest view
(Believing the strangest things, loving the alien)
And your prayers they break the sky in two
(Believing the strangest things, loving the alien)

Thinking of a different time
Palestine a modern problem
Bounty and your wealth in land
Terror in a best laid plan

Watching them come and go
Tomorrows and the yesterdays oh ho
Christians and the unbelievers
Hanging by the cross and nail oh ho

But if you pray all your sins are hooked upon the sky
Pray and the heathen lie will disappear oh ho
Prayers they hide the saddest view
(Believing the strangest things, loving the alien)
And your prayers they break the sky in two
(Believing the strangest things, loving the alien)
You pray till the break of ALL.
(Believing the strangest things, loving the alien)
And you'll believe you're loving the alien
(Believing the strangest things, loving the alien)
Believing the strangest things (loving the alien)

giovedì 4 giugno 2009

Peppe Voltarelli, Berlino 28/5/2009


Capita che Frittella va a trovare Ciambella a Berlino.
Ciambella dice "Ti va di andare a sentire Peppe Voltarelli?"
"Beppe Voltarelli, e chi è?"
"E' un Vinicio Capossela senza droghe e senza alcol."
(Gemella Frittella pensa che Vinicio sia un gran fico forse proprio a causa delle droghe e dell'alcol)"Mai sentito."
"Faceva parte del gruppo Il parto delle nuvole pesanti
"Ah, li conosco di nome"(Gemella Frittella pensa che sia un nome alquanto pretenzioso, ma non li hai sentiti suonare...)
"Allora?"
"D'accordo."
Così ci troviamo a Berlino (non so bene se in periferia o meno)in un bar anche abbastanza fighetto che conterrà circa una cinquantina di persone, forse qualcosa di più. Nessuno si è seduto davanti e così ci accomodiamo su alcuni divani e puff sorseggiando birra.
Puntuale alle 20 Peppe arriva, presentato in Tedesco da un tipo dall'aspetto bizzarro. Con lui solo una chitarra acustica amplificata e un percussionista (Gennaro della Rosa) con dei tamburelli per la Taranta (Tamurre? Boh!).

Peppe si presenta, ringrazia e fa un'introduzione in Inglese italianato e tedescato...Non posso dire di capire tutto, ma lui ci dice subito che viene dalla Calabria e attacca a suonare. Ora, non conoscendo neanche una canzone posso dire ben poco, ma certamente mi piace. Assomiglia sì a Vinicio ma non certo a quello di "Non è l'amore che va via" o "Morna" o "Il paradiso dei Calzini", piuttosto a quello del "Ballo di San Vito".
Canta in Italiano e Calabrese, anzi, ad un certo punto fa tutto un discorso sul dialetto Calabrese e su come sia molto più ricco e complicato dell'Italiano. Non mancano simpatici riferimenti alla situazione nazionale Italiana (per la quale, vi rendo noto, i tedeschi ci ridono dietro con particolare gusto).
Si tratta di musica innegabilmente legata alla terra da cui proviene, ma per niente noiosa, cioè, non è come andare ad un concerto hip di musiche tradizionali così di moda che dura ore con pezzi sempre uguali (scusate, ma io li percepisco così alla lunga) o super elaborate, che perdono spontaneità, è proprio gradevole e divertente.

Conquistato il pubblico, Peppe riesce addirittura a fargli cantare un delirante ritornello che suona più o meno "Tittitiritirittitiritirittiti...". Gennaro è trascinante, una specie di Mitch Micthell della Tamorra, e se la cava bene anche quando Voltarelli gli comunica che la prossima canzone lui, Gennaro, non la conosce.
Dopo quasi due ore di musica c'è una pausa di venti minuti e poi si riprende tra canzoni in scaletta e bis vari per un'altra ora: il pubblico non lo vorrebbe lasciar andare, urla "Zutaten!Zutaten!" (che deve essere una specie di "Bis!" anche se letteralmente significa "Ingrediente") ma lui alla fine getta la spugna, un pò per la sana stanchezza e un pò perchè, dice, "Il Signor Zutaten poi chiama la polizei".

Un gran bel concerto, peccato in uno spazio dove fosse impossibile ballare, comunque in equilibrio tra intimità ed entusiasmo da tarantella. Una bella serata, davvero. Adesso aspetto che Ciambella mi presti il cd live che ha comprato il suo fidanzo...
E magari adesso mi cercherò anche un disco del Parto delle Nuvole Pesanti.
Vi lascio con una frase di un ritornello che mi è rimasta in testa, un monito ed un augurio, con un ringraziamento a Peppe e Gennaro (e a Ciambella):
"Tu ti lamenti, di che ti lamenti! Prendi il bastone e tira fuori i denti!"

martedì 2 giugno 2009

"Il Divo"




Questo progetto di Paolo Sorrentino era rischioso come un bagno nelle sabbie mobili infestate di piranha: raccontare la storia di quello che per decenni è stato l'uomo più potente ed enigmatico d'Italia, passato indenne dalla nascita della costituzione fino all'avvento e consolidamento di quella classe politica da avanspettacolo che imperversa a Montecitorio oggigiorno. Un uomo che tutti sanno o sospettano aver fatto cose spaventose per conservare e gestire il potere per cinquant'anni, arrivato (senza varcarla)alla soglia del Quirinale dopo 7/8 governi (schiatta Silvio) e che fa da anello di congiunzione per tutti i misteri che hanno segnato la storia di questo paese.

Poteva venirne fuori un fogliettone che confermasse o smentisse i sospetti di tutti, una denuncia d'impunità, oppure un semplice film storico che ripercorresse la storia d'Italia attraverso quella del "Divo Giulio".
Niente di tutto questo però è successo.
Con un fedele e splendido (al solito) Toni Servillo ad impersonare Andreotti, Sorrentino ha prodotto una psichedelica e a tratti molto divertente biografia, in cui realtà storica, speculazione e fantasia trovano spazio.

Si tratta di un film serio ma non serioso, costruito per essere compreso e gradito anche da chi la storia dei governi italiani non la conosce, con un ritmo deciso e momenti di umorismo insospettati. Vi basti la prima immagine di Andreotti, sofferente di atroci emicranie con la testa trafitta a mò di Hellraiser da decine di aghi da agopuntura, o la scena in cui Giulio e la moglie si tengono per mano mentre alla TV Renato Zero canta "I migliori anni della nostra vita".
Rispettando il rigore dei fatti- dall'omicidio Pecorelli al maxiprocesso contro la mafia che vide il nostro Divo imputato- si cerca di capire quali possano essere i sentimenti e le convinzioni di un uomo evidentemente chiuso e solo, senza dare sostanzialmente giudizi plateali di condanna o assoluzione, ma provando a comprendere quale possa essere stato il motore che lo ha portato a condurre la sua vita come ha fatto.
Viene quasi il sospetto che come Manzoni con i Promessi Sposi, parlando di Andreotti Sorrentino volesse parlare di qualcun altro che oggi come oggi gestisce il potere in modo altrettanto rapace ma privo di una qualsivoglia (giusta o sbagliata) etica.

Se vi aspettate una lista di malefatte che vi faccia indignare (se c'è ancora qualcuno che ci riesce) o una qualche rivelazione storica, rimarrete delusi. Anzi, devo dire che a tratti l'ho pure trovato simpatico, il Giulio. "Il divo" non dà risposte di alcun genere; aiuta però a ricordare e a conoscere la nostra storia recente ed a confrontare (forse) un modo di fare politica che ormai non esiste più e che era contraddistinto nel bene e nel male da una serietà e da "valori" ormai impensabili.

Inutile dire che Toni Servillo è splendido ed inquietante nella sua interpretazione. Una menzione speciale al montaggio ed alle musiche splendidamente accoppiati.

lunedì 25 maggio 2009

Le grandi idee di Gemella Ciambella: una vera riforma elettorale!








Voi potrete anche dirmi “ma perche' non ti trovi un lavoro?!”, ma appunto perche' un lavoro non ce l'ho, ho pensato a cose importanti in questo periodo, una tra tutte una riforma elettorale. Questa si potrebbe applicare in Italia, ma non solo e potrebbe essere adattata a tutti I paesi e tipi di voto.

L'idea mi e' venuta guardando qualche settimana fa l'Eurofestival, e soprattuto le votazioni finali, quando ognuno dei vari paesi partecipanti assegna voti in base alle proprie preferenze...
Votare...spettacolo...TING! Ecco l'illuminazione!

E allora, perche' invece di votare in base al programma dei partiti non votiamo in base a come sanno cantare I candidati? E' la trovata del secolo! Mandiamoli sul palco, questi politici, e facciamogli fare qualcosa di utile, finalmente!

Ma ve li immaginate? Io si!

L'eurofestival presenta...Il voto alle amministrative italiane! Berlusconi si presenta con un classico moderno, che certamente fara' furore nelle discoteche, “Faccela vede', faccela tocca' ” testo di Berlusconi, musica del celebre dj Cazzoculo Figatette.

Ma la sinistra picchia duro con il duo romantico Veltroni-d'Alema e la loro straziante “Dimmi dove stare!” una canzone che parla dello scottante problema dell'amnesia di intenzioni e obiettivi.

Bossi e il suo “Coro Strachin' “ si presenta con una canzone piena di calore umano in dialetto milanese, intitolata “Mangia sta' cutoletta opur ta se' un terun”.

Come sempre, ci sono I ritorni delle vecchie glorie percio', non poteva mancare un Soprendente Techno-pezzo di Giulio Andreotti dal titolo “Kiss me kiss me Licio!” divertente motivetto scritto dai celebri P2 Boys .

Infine si chiude col colore, ops, col non colore di MC Fini e DJ Larussa con “Mi vergongno di lui, ma mi serve”, un rap al fulmicotone, dedicato ad un alleato di vecchia data (chissa' chi e').

Berlusconi, ovviamente, si presenta con uno stuolo di ballerine a coscia scosciata, e finalmente puo' ritrovare la gioia di quando, giovane e verde, cantava sulle navi da Crociera! Andreotti, vecchio classico che non tramonta mai, ha assoldato Raffaella Carra' per I balletti e Milva per I cori!
La sinistra non puo' essere da meno, e deve organizzare bene I suoi artisti, con spettacolari coreografie, ma ancora non ha preso una decisione sicura.

Avanti! Fateci divertire! Fate qualcosa, almeno questa cosa, per meritarvi I nostri voti!!!

Ragazzi, pensateci, e chi ha potere o conoscenze, scriva una proposta! Con la credibilita' del governo Berlusconi, credo che riusciremmo a farcela approvare!

E immaginate I futuri eccitanti sviluppi: show tipo “Zelig” per far votare ai referendum!
Reality-shows come “Saranno famosi” o il “Grande fratello” per scegliere chi va al parlamento europeo, show di cucina per far approvare nuove leggi! Una vera rivoluzione, con infinite possibilita'!

Sono un genio! E per favore, chiamate la nuova legge “Legge elettorale Ciambella”!

domenica 24 maggio 2009

Happy Birthday BOB!




Fausta ricorrenza oggi, il compleanno del solo ed unico, BOB DYLAN! 68 anni di genio!
Con i tuoi successi, i tuoi errori, i tuoi grandi pregi, i tuoi terribili difetti, sei sempre il più grande! AUGURI BOB, CON TUTTO IL CUORE!

mercoledì 20 maggio 2009

Gemella Ciambella va al cinema con...”Il Divo”






Vi dico subito che questo film e' una figata...si, non vi trascinero' per lunghi sentieri elucubrativi per poi, a sorpresa, dirvi che e' proprio un film da vedere.

Per chi non conosce la politica italiana del dopoguerra (ossia quasi tutta la nuova disgraziata generazione venuta dopo il 68/70) puo' essere difficile da seguire, e anche io, che ho osservato questi eventi sin da quando ero piccola, a volte mi sono persa, ma non importa, il messaggio arriva “come una pallottola di diamante in fronte”, per citare il colonello Kurz.

Andreotti ha dominato la politica dal dopoguerra fino al disfacimento della ex-Democrazia Cristiana nel periodo di Tangentopoli. Seguirono inchieste e accuse relative alla mafia e alla loggia massonica P2, e anche se di recente non si sente molto parlare di lui, sappiamo tutti che e' ancora potente e lavora sicuramente nell'ombra.

Paolo Sorrentino descrive il periodo precedente a Tangentopoli e fa un quadro completo delle varie malefatte di cui Andreotti e' sospettato (ma ovviamente, non ci saranno mai prove pubbliche), dal delitto Pecorelli, passando per il rapimento di Aldo Moro, fino al delitto di Falcone e il famoso Bacio mafioso con Riina. Il settimo governo Andreotti, negli anni 80 sta' per avere inizio e I fidati del ministro si uniscono a lui...presentati come “le Jene” di Tarantino, l'infame Ratpack e' al completo, viene presentato con geniali scritte di nomi, cognomi, ruoli e soprannomi (l'effetto e' simile a quello delle scritte Ikea all'inizio di “Fight Club”), e ognuno con I propri interessi ben stampati in faccia. Geniale il ritratto di Paolo Cirino Pomicino, noto per le sue feste e le sue ragazze (un Berlusconi ante litteram), dipinto come un gigione, ma anche come uno a cui piace l'azione e che critica Andreotti per il suo immobilismo.

Tra pezzi di vita quotidiana, abitudini e “dure” decisioni da prendere, Sorrentino descrive la personalita' di Andreotti, e ci offre una nuova personale interpretazione: stando al film il problema del politico e' una mancanza di pieta' e comprensione umana. Nessuno riesce ad avvicinarsi al suo cuore, non la moglie o la fida segretaria che lo ha seguito da sempre, egli non prova nessun sentimento di compassione per nessuno, nemmeno per il povero Evangelisti (interpretato da Flavio Bucci) che pur essendo solo un amico di comodo cerca invano amicizia ed affetto.

Giulio Andreotti ha avuto certo una vita incredibile, ne avra' da raccontare a san Pietro quando schiatta, e I suoi diari varranno miliardi quando saranno pubblicati, ma quello che Sorrentino ci suggerisce con la sua interpretazione dei fatti e' che in fondo e' un uomo solo, prigioniero di se' stesso, della solitudine che regna nel suo cuore: ha avuto intorno persone che nonostante I suoi crimini lo hanno amato, ma non e' stato capace di cogliere l'occasione. Ci credo che da una vita soffre di malditesta!!!
La vicenda Moro sembra, secondo il film, aver aperto una breccia nel suo muro di indifferenza per le persone, ma e' forse troppo tardi.
Alla fine Andreotti ci fa quasi pena: il suo obiettivo era alla fine “solamente” tenere l'Italia nella forma che lui ha ritenuto la migliore (certo senza tenere conto del volere degli italiani...), mentre oggi, gente come Berlusconi non ha piu' nemmeno l'onore di fare qualcosa perche' ci crede, per brutale che sia. La generazione politica che ha seguito Andreotti e' quasi peggio, e' solo affamata di denaro, figa e potere.

Dal punto di vista creativo, vorrei citare l'ottimo montaggio di Cristian Travaglioli, le idee grafiche (le gia' citate scritte che compaiono qua e la' nel film chiarendo la situazione), la scelta delle musiche assolutamente geniale, e ovviamente la regia e lo script di Paolo Sorrentino e l'interpretazione immensa di Toni Servillo. Nelle mani di Toni, Andreotti diventa un personaggio grottesco, comicamente crudele, che a suo modo fa ridere.

Non vi dico nient'altro, ci sarebbero mille altre cose da dire, ma vedete questo film e fatevi la vostra idea. Sono contenta che finalmente ci sia una generazione di buoni registi in Italia, non solo I Vanzina.