mercoledì 20 luglio 2011

Sa Sebadas: in ferie con l'Alzheimer

Speck conosce benissimo la Sardegna. E al terzo anno di permanenza nella zona i luoghi mai visitati a qualche chilometro da casa sono pochi. Ma avevamo un chiodo fisso, il Bosco di Pantaleo, luogo mitico che continuavamo a cercare in lungo e in largo senza trovarlo mai. Colpa della segnaletica locale, scarsa e talvolta mendace. Ma noi non ci arrendiamo facilmente, e visto che oggi c'era veramente un vento terribile, abbiamo rinunciato alla spiaggia per dedicarci ad una nuova missione di ricerca. Abbiamo seguito come al solito la mappa e la cartellonistica. Poi, arrivati ad un bivio senza indicazioni, invece di proseguire dritti abbiamo fatto la mossa decisiva: chiedere ad una ragazza che stava pulendo il cortile di casa.
"La prima a destra!" ci ha risposto, e noi ci siamo messi a gongolare sicuri di avere fregato il Bosco di Pantaleo, ormai non poteva sfuggirci! Ancora qualche chilometro, ed eccolo, il famigerato Bosco!
"Ma..."
"Ma qui ci siamo stati l'anno scorso!"
"E' vero, mi ricordo..."

Come può essere che non ci ricordassimo di essere stati proprio lì non me lo spiego. Probabilmente lo scorso anno pensavamo di essere da qualche altra parte, magari ad una riserva naturale...Mi chiedo se conosciamo veramente i nomi dei luoghi dove siamo stati fino ad adesso oppure ci siamo fatti dei film personali...

martedì 19 luglio 2011

Sa Sebadas: il lungo viaggio verso le ferie

Lo scorso marzo scorrendo le tariffe dei traghetti per la Sardegna, io e Speck siamo rimasti allibiti: i prezzi rispetto al 2010 erano più che raddoppiati. Esclusa la macchina a noleggio, che Speck giudicava troppo costosa, abbiamo cercato di trovare un passaggio meno oneroso: partendo da Civitavecchia anzichè da Livorno si spendeva quasi come l'anno scorso. Aggiudicato.

Così domenica, consegnata Lena al nonno, ci siamo messi in moto. Dopo circa cinque ore di macchina abbiamo raggiunto la tappa intermedia, Viterbo. Qui avevamo prenotato una stanza ad un prezzo stracciatissimo in un ex convento ristrutturato. L'edificio è enorme, un incrocio tra l'hotel e l'oratorio, con giganteschi corridoi in pietra e lugubri cartelli grigi che indicano il ristorante, le sale convegni etc. per altro progettate dal Sangallo e /o dal Bramante. La nostra cameretta era piccola ma carina (anche se la ristrutturazione con il cubicolo del bagno evidentemente aggiunto in seguito avrebbe fatto gridare vendetta all'architetto di "Vendo casa disperatamente"). L'unico problema era il campanile, che suonava ogni quarto d'ora...OGNI QUARTO D'ORA! Quindi se erano le 5, ogni quindici minuti si sentivano 5 rintocchi, e poi un altro rintocco per ogni quarto d'ora. Da spararsi.
E la cosa va avanti notte e giorno, indistintamente. E' sorprendente che qualcuno abiti nei dintorni di questo posto.

Non proprio riposatissimi, il mattino dopo abbiamo preso la strada per Civitavecchia, che si classifica seconda dopo Latina tra le città più brutte del Lazio nella nostra personale classifica. La ricerca di un parcheggio ha portato via quasi un'ora e quando poi abbiamo trovato uno spazio nella sosta a pagamento, sul parchimetro non era indicata la tariffa, nè era possibile sceglierla.
Più che per turismo però, ci siamo avventurati per la città con l'obiettivo alimentare di sfuggire agli orrendi e costosissimi pasti dei traghetti. Abbiamo trovato un mercato rionale. Da un giovane panettiere rockettaro che aveva appesi i poster dei Ministri e la maglietta di Campovolo di Ligabue abbiamo comprato il pane e dalla salumiera accanto il prosciutto. Al bar le bottigliette d'acqua e nell'ultima bancarella una borsina termica. Operazione riuscita.

Poi, la solita, interminabile attesta al porto: non so se lo sapete ma io odio viaggiare, lo odio con tutto il cuore. Odio le attese, le file, le code, e credo che il traghetto in questo senso sia il mezzo di trasporto peggiore: vorresti essere primo per avere una buona posizione, ma dato che non sai mai che tipo di nave arriverà, potrebbe succedere qualunque cosa. Ieri, dopo aver atteso dalle 11.30 alle 14, ci siamo trovati a parcheggiare nel livello più basso della nave e all'uscita siamo stati gli ultimi ad emergere.
In compenso, almeno trovare la cabina è stato incredibilmente facile, così abbiamo potuto farci una dormita per recuperare la notte precedente e prepararci al resto del viaggio.

E' vero che da Civitavecchia a Golfo Aranci (dove arrivano le navi più economiche) ci vogliono "solo" cinque ore, però quando arrivi devi attraversarti in lungo l'isola per arrivare a Cagliari.
Siamo scesi dal traghetto alle 20, già abbastanza stanchi e affamati.
Ci siamo fermati per uno spuntino in un posto che si chiama "Ciccio Service", un benzinaio con bar come tanti, che però ha il marchio "Ciccio Service" dovunque, dai distributori di benzina alle magliette dei baristi. La cosa m'ha fatto simpatia, e anche la scritta all'entrata "Benvenuti da Ciccio".

Il paesaggio Sardo al tramonto...

Ciccio Service
Quando siamo usciti da Ciccio era ormai l'imbrunire. Il paesaggio era bellissimo e così mi sono lasciata scappare un "Eppure a me piace viaggiare la sera!". Per tale cazzata sarei stata duramente punita nelle 5 ore a venire: strada a due corsie (non una vera autostrada) senza illuminazione; Speck che per concentrarsi non accendeva la radio; indicazioni sbagliate (un classico sardo) che hanno generato il solito litigio sulla direzione da prendere verso mezzanotte; infine, una strada di montagna dalle infinite curve percorsa a notte fonda. Pensavo di essere ormai bloccata in un buco dimensionale nel quale mi sarei trovata a percorrere una strada senza fine dalla quale avrei visto il paesino senza poterlo mai raggiungere. Ma finalmente, all'una di notte eccoci arrivati. A pezzi, esausti, e con un giorno in meno di vacanze. Il tutto alla fine è costato poche decine di euro in meno che se avessimo prenotato la solita nave. Insomma, due fessi. Speriamo di rifarci. Questa è la settimana del Narcao Blues Festival e domani sera c'è la festa delle Sebadas. Tanto per cominciare.

venerdì 15 luglio 2011

Punti di vista

In questi giorni gira in tv uno spot che pubblicizza un aggeggio che aiuta a calcolare quando una donna è più o meno fertile. Ricordo che fino a qualche tempo fa quest'oggetto era pubblicizzato come un anticoncenzionale, mentre oggi viene presentato come un valido ausilio per le donne che non vedono l'ora di rimanere incinte.
Punti di vista, entrambi onorevoli. Però, diciamo che questa mossa è abbastanza sospetta ed evidenzia una volta di più la tendenza bacchettona di questo paese...

sabato 9 luglio 2011

Una privacy molto privata

Quando Speck riceve lo statino della pensione ne fa un'accurata scansione, individuando qualunque variazione nella tassazione: se le trova le imposte meno pesanti diventa sospettoso e comincia a fare analisi su analisi per capire dove stia la fregatura. Viceversa, se le trova aumentate parte con una lunga sequela d'improperi e lagnanze. Memorabili sono le sue sparate contro l'aumento delle tasse regionali, alle quali mi ha sottoposto per anni. Fino ad ora.
Infatti, con la più recente missiva ricevuta, tutti i particolari relativi al prelievo fiscale sono magicamente scomparsi. 
Mistero! Speck è immediatamente andato su tutte le furie, giustamente direi (anche se non nascondo un certo sollievo): occhio non vede, cuore non duole, cittadino non realizza pienamente l'indiscriminato aumento delle tasse.
Cerca che ti ricerca, abbiamo trovato nella lettera accompagnatoria la spiegazione. Ed è tutta da ridere! Suona più o meno così: "INPS, aderendo alle richieste del Garante sulla privacy ha stabilito che (...)la banca riceverà da parte dell'INPS solamente il dato relativo al netto in rata(...). Pertanto sul cedolino saranno indicati il lordo INPS ed il netto rata".
Praticamente, nessuno, nemmeno il diretto interessato può sapere il dettaglio delle tasse che paga... Come se andassimo dal salumiere e lui guardandoci in faccia ci desse un pacchettino di prosciutto che non sappiamo quanto pesa, ma ci fa un prezzo a forfait e siamo a posto così.
Non siamo a posto per niente! Visto che le tasse vanno pagate, il minimo è sapere a chi ed in quale quantità vanno, per poi essere in grado di giudicare l'operato dell'amministrazione e del governo. 
E' il minimo di consapevolezza che possiamo chiedere a noi stessi ed a chi ci governa, dove vanno a finire i nostri soldi.
Nell'era di Facebook in cui tutti rendono pubblico tutto, credo che la privacy sia una debole scusa per non farci notare quanto avviene letteralmente a nostre spese.

venerdì 1 luglio 2011

I Rantoli della moda di Gemella Ciambella: the Summer Horror!

Si, prendiamo in prestito da Kate Bush la musica di "Hammer Horror" e mettiamola come colonna sonora di questo post. Non so voi, non so come si presenti la moda nella vostra citta' ma qui a Berlino ci sono tante fantastiche varianti. Tra tante cose belle pero', anche tanti orrori che senza pieta' di moltiplicano tra le donne, probabilmente grazie a propagatori di fuffa a poco prezzo come H&M.
Cliccate sul disegno per vederlo grande
Eccovi tre esempi.

A- Uno sgradito ritorno dagli anni 80- parte prima
Eccoli qui, gli shorts di tessuto leggero e trasparente a minuti fiorellini su fondo nero o blu con elastico in vita. Questi sono davvero una delle cose piu' orribili che una donna possa indossare: la vita e' molto alta, proprio come negli anni 80 ed e' letale per le donne basse e/o fornite di grosse tette. Il risultato lo vedete nel disegno: il busto scompare e coloro che indossano questi shorts improvvisamente sembrano un paio di tette che cammina.
Orribili. Sono purtroppo reperibili anche nella forma di minigonna.

B- Uno sgradito ritorno dagli anni 80- parte seconda
Ma c'e' anche l'alternativa per ragazze piu' pudiche: gli orribili pantaloni fantasia lunghi di stoffe leggere con elastico in vita. Sono cosi brutti che quando li vedo addosso ad una ragazza mi sembra sempre una sciattona, anche se fosse Cindy Crawford sembrerebbe sempre una sciattona. Inutile cercare una fantasia che vi doni: questo e' un articolo che non sta' bene a nessuno. Sembrano i pantaloni del pigiama. Fiorellini minuti o fantasie geometriche flashano per la citta' accecandomi. AAAAHH! devo distogliere lo sguardo perche' sono davvero orrendi.


C-Quando una donna ruba nel guardaroba del suo uomo
Ecco, questo e' peggio dei primi due, se e' possibile. MI sfugge totalmente perche' una donna si dovrebbe vestire cosi, maglietta tipo Ed Hardy con orribili pantaloncini a gamba lunga a scacchi. Stanno male ad un uomo, figuriamoci ad una donna!! Sono bruttibruttibrutti! Dovrebbero essere messi fuori legge. Ma dov'e' la polizia della moda quando serve?! YAK! Il massimo della sciatteria, coronato quasi sempre da orribili grossissime scarpe da ginnastica...basta! Vi prego!

domenica 19 giugno 2011

Summer is here

Terminato il lavoro da ormai quasi due settimane, presa dall'incertezza del futuro e dall'ansia di libertà, mi sento disorientata. Da una parte ho ancora attività aperte, piuttosto frenetiche per la verità, corsi, festicciole di fine anno...Dall'altra l'elettroencefalogramma si appiattisce ed emerge l'incapacità e la mancanza di voglia di fare alcunchè.
Ho iniziato un libro insopportabile e lungo, ma forse è troppo tardi per mollarlo. Ne ho un altro brevissimo ma illeggibile in ballo per il lavoro che proprio me tocca leggere.
Devo programmare lo studio per essere in grado di dare almeno tre esami il prossimo settembre e non so da cosa incominciare nè onestamente ho voglia di pensarci. In sostanza non ho voglia di far nulla, ma poi so che mi annoierei se restassi in casa a guardare la tv. Tra poco poi, uscire sarà un'azione da meditare bene, a causa del caldo.
Ecco, è arrivata l'estate!

venerdì 17 giugno 2011

La saga del Batterio dei Nibelunghi

Ora che i sospetti dell'infezione del batterio EHEC in Germania si sono spostati sui germogli di soja, siamo sicuri che da questa vicenda verra' tratto un film, dunque la nostra intera famiglia si e' scatenata per cercare dei titoli da suggerire a Hollywood!

"Il batterio evade e nessuno riesce a vederlo!!!! 
 " Batterik"
"Batterio Lupin"
"Il batterio dell'opera"
"Il batterio del louvre"
"Il batterio mannaro"
"Batteriacula"
"Batterienstein"
"Il batterio della laguna nera..."
"Non aprite quel batterio!"
"Il batterio venuto dal freddo" 
"La casa dei batteri che ridono"
Johnny Deep nella parte di "Jack Batterio"
"Batterios of the Carabean"