lunedì 22 agosto 2011
sabato 20 agosto 2011
Pensieri per l'estate
Ci siamo rifugiati nella dacia nel nord est per sfuggire al caldo (che a dir la verità è arrivato veramente solo da pochi giorni). Vero ozio, finalmente!
Ecco alcuni appunti di queste giornate, su quello che (non) facciamo e sulle notizie che ci giungono dal mondo….
Non guardarli, non li sento
Da mesi Lampedusa è meta d’incessante migrazione da parte di persone che arrivano dall’Africa. Ne sono morte centinaia, forse sono già migliaia, nel tentativo di arrivare in Italia. Sorvolerò su tutte le critiche che vorrei fare agli interventi fatti per affrontare il problema, per mettere il dito su un particolare che trovo raccapricciante.
Lampedusa vive di turismo e le notizie che ne provengono si dice abbiano scoraggiato molti turisti dal prenotare colà le loro ferie quest’anno. Quindi, dopo avere paventato lo TZUNAMI UMANO, i nostri governanti si sono affrettati a dire che no, non era così grave, che i turisti potevano sicuramente venire, che tutto era normale come sempre.
Quindi, ecco fiorire di rassicuranti spot del ministero del turismo, di pezzi nei vari programmi di promozione turistica e nei telegiornali…E qui arriva la nota dolente. Perché in più di un’occasione durante questi servizi ho sentito diverse persone dire cose come “Tranquillo, qui non si vede neanche un migrante!” oppure “E’ tutto normale, in giro non si vedono clandestini”.
Questa cosa mi fa ribrezzo, come se i migranti fossero una cosa sporca da nascondere sotto il tappeto e non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
Lena comanda color
A Lena piace venire qui: tanto spazio in più per saltellare qua e là, aria fresca, ogni tanto la portiamo fuori a mangiare un po’ d’erbetta.
Noi stessi abbiamo più tempo e possiamo darle più attenzione, cosa che a lei piace molto…Anzi, se ne approfitta! Infatti ci comanda a bacchetta:
-MIAOMIAO!!! – che significa “HO FAME!” e noi corriamo a nutrirla (addio dieta!),
-MIAOMIAO!!!- strilla verso le due del pomeriggio quando per lei è ora di fare il pisolino e quindi solerti dobbiamo accompagnarla e stare con lei,
-MIAOMIAO!!!- reitera verso le 22.30 quando “E’ ora di andare a dormire!!!” e così via…
Il miagolare di Lena poi varia a seconda di quanto vuole una cosa: c’è il miagolio interrogativo che significa “Posso avere questo?”, poi quello affermativo che significa “Voglio questo” e può diventare molto alto (“VooooOOOooooOOOOoooglio questooOOOOOooooooo!” ) ed infine un miagolare roco che significa che non accetterà un no. Meglio accontentarla.
Il ritorno di Romeo
Ricordate Romeo? La micina che avevamo creduto essere un maschietto interessato a Lena? Ecco, pur non essendo gli unici a nutrirla, deteniamo sicuramente il primato di ristorante favorito. Le scatolette di Lena infatti sono first class, costano un occhio.
Romeo è sempre guardinga e non è ancora entrata in casa in tutta la sua lunghezza, tuttavia quando apriamo la porta e lei è lì s’infila sempre a metà, due piedi dentro e due piedi fuori…
Come tutti i gatti è una buongustaia e non ci mette molto ad abituarsi alle delicatessen. Così, quando di fronte alla spesa di mantenimento doppia abbiamo cercato di virare su cibi meno raffinati per lei (Lena deve mangiare solo cibi naturali perché fa poco moto) se l’è presa, e se non le diamo le stesse cose di Lena…non mangia!
Con la nostra pacioccona i rapporti sembrano migliorati, nel senso che ancora non si sono menate, anche se un paio di ringhi se li sono fatti…Speriamo continui così, magari un giorno Romeo si deciderà ad entrare con le altre due zampette e lei e Lena si faranno una bella scatoletta insieme, da buone amiche…
*Speck’s troubles on his mind 1
Qui c’è una raccolta differenziata abbastanza ferrea, secco non riciclabile, pannolini, verde(tipo l’erba tagliata), plasticavetrometallo, eccetera.
Il problema è che l’allegro camion della spazzatura passa ogni due settimane per ogni materiale (tranne i pannolini, una volta la settimana).
Questo ha mandato in crisi Speck, che consulta quasi quotidianamente il calendario, per non mancarne l’arrivo. Osserva ansioso ciò che i vicini lasciano fuori dai cancelli, temendo di non aver ripassato bene il calendario e continua a chiedermi conferma. Anche io ho imparato il calendario.
I Poveracci
A proposito dell’ incombente manovra economica da uno sfracello di miliardi di euro che si staglia sull’ultimo scorcio d’estate e si allunga verso l’autunno come l’ombra di uno dei mostri contro cui combatteva “Jeeg Robot d’Acciaio”, tutti i politici cercano di tirarsi indietro dalle responsabilità dei tagli e provano a proporsi come novelli Robin Hood che si opporranno allo scempio per difenderci. Se poi non ci riusciranno, faranno a solita alzata di spalle e diranno “Io c’ho provato, ma loro sono dei cattivoni”.
A questo proposito, Umberto B. ha usato parole confortanti per i suoi elettori, promettendo di alzare gli scudi contro chi vuol depredare I POVERACCI delle loro pensioni. Perché non è giusto che ci si accanisca SUI POVERACCI, coloro che hanno lavorato una vita e hanno diritto a vivere tranquilli. Lui è in difesa DEI POVERACCI.
Grazie, grazie per la considerazione.
*Speck’s troubles on his mind 2
Stiamo preparando il fazzoletto di terra sul retro della casa per Lena, in modo che possa pascolare allegramente senza farci venire il cardiopalmo ogni volta che ci arrischiamo a portarla fuori. Così, prima di cintare con una rete, abbiamo piantato l’erba: prima abbiamo tolto le erbacce, poi dissodato, infine seminato.
Ma non cresceva niente.
Speck ha iniziato a disperarsi, e a guardare l’erba dei vicini, di amici, l’erba che cresce sugli argini nel fiume, ed era sempre più bella e più verde di quella che non cresceva sulla nostra proprietà, anche se erano solo erbacce.
“Guarda, qui non annaffia nessuno! Però cresce!” continuava a lagnarsi durante le passeggiate.
Grazie a Manitù, finalmente l’altro giorno ho visto dei timidi ciuffetti verdi spuntare dal terreno, Halleluja fratelli!
Ora aspettiamo fiduciosi che i primi fili d’erba vengano seguiti da altri e si crei una folto tappeto in pochi giorni…Ma per non sbagliare Speck ha comprato un’altra scatola da un Kg di semi…
Prove d’ingresso
Leggo oggi (20/8/2011) sulla prima pagina di Repubblica un articolo di Adriano Sofri, necessario e raccapricciante, in cui si riferisce di una campagna per convincere le donne Rom a farsi sterilizzare che avrebbe in programma il governo Sloveno. Quest’ultimo dice che si tratta di una misura di tutela delle classi più povere. Se una volta essere poveri era una condizione, ora è una colpa, meglio estirparla alla radice, come si fa per gli animali infestanti.
Penso che la Comunità Europea oltre ai requisiti economici per entrare nell’Europa Unita, dovrebbe chiedere anche quelli di civiltà. E stabilire non solo il pareggio di bilancio, ma anche quello di coscienza. Nonostante l’Italia sia lontana dall’essere senza macchia a livello di diritti umani (e meriteremmo dure reprimende), come cittadina Europea sono infastidita dal fatto che i soldi delle mie tasse possano finire come finanziamenti o aiuti a paesi come questi, e sono preoccupata che dicendo Comunità Europea si possa fare di tutta l’erba un fascio.
Ai confini del Cepu
Vi lascio con questa chicca…http://www.accademiadelvolocepu.it Che sia meglio prendere il treno?
giovedì 11 agosto 2011
Gemella Fritella, Insalatina, Marroncina e l'Airone della Darsena.
Agosto. La città si svuota, i freaks escono dalle tane. Un periodo interessante in cui si vedono in giro un sacco di persone strane, ma non ci si aspetta che succeda granchè.
Sabato scorso sono andata a trovare la mia amica Insalatina ed a conoscere la sua cagnetta Marroncina, giunta a casa da poco. Una creaturina adorabile e paurosa che mi ricorda la piccola Lena (anche perchè è poco più grande di lei) per la sua fifa di tutto.
Usciamo a fare un giro pipì con Marroncina, poi ci compriamo delle creme anticellulite ed infine Insalatina mi propone di andare fino alla Darsena del Naviglio dove c'è un mercato comunale per prendere delle zucchine.
Passiamo dal pezzetto di verde fatto dalla Moratti sui marciapiedi della Darsena nel disperato tentativo di convincere i residenti a rivotarla e vedo che è successo qualcosa di abbastanza straordinario. Sui cumuli di terra dei cantieri di quello stupido parcheggio che sempre la Moratti voleva fare sono cresciuti un'infinità di alberelli di tante specie diverse. ora che la Darsena è stata riempita nuovamente d'acqua l'effetto è quello di una palude con un'isoletta al centro. Madre Natura ha sempre un asso nella manica, non c'è che dire. Ci mettiamo a scherzare parlando della fauna locale: topi che fanno nuoto sincronizzato, grosse gazze...Una signora di una certa età dall'aria molto frikkettona e gli occhi azzurri chiede ad Insalatina com'è fatta una gazza. Lei glielo spiega e continuiamo la passeggiata, finchè vediamo sull'isoletta nientemeno che un airone. E' molto bello, un cinerino. Ma a guardarlo bene sembra che un'ala gli penda sul fianco:
"Mi sa che è ferito" dico.
La signora freak arriva e mi chiede se sono sicura. Non sono proprio certa, ma visto che l'ala è penzoloni ci sono ottime possibilità che abbia ragione.
Subito lei tira fuori un foglietto tempestato di numeri di telefono di svariate associazioni animaliste. Ne chiama una, due, nessuna risposta. Insalatina si offre di provare anche lei (io non avevo il cellulare con me). Se qualcuno alza la cornetta ascolta per 30 secondi e poi dice che non c'entra niente e bisogna chiamare qualcun altro. Guardo un po’ triste l'airone e penso che saremo costrette a lasciarlo lì.
Ma la costanza di Insalatina paga. I pompieri rispondono e danno un numero di telefono a cui però nessuno risponde. La signora freak, con altrettanta tenacia li richiama e questa volta la persona che alza a cornetta promette di contattare lei l'ENPA e mandare anche una pattuglia.
Non è che ci crediamo troppo, però mentre andiamo a prendere le zucchine promettiamo alla signora di tornare. In 15 minuti andiamo e torniamo dal mercato comunale latino americano (dato che tutti i commercianti vengono ormai da lì, come il tipo di merci e la musica sparata a palla -l'insopportabile rumba che ogni canzone è uguale all’altra.
La signora è ancora là e con lei c'è un giovanotto occhialato da sole che sembra molto interessato alla questione dell'airone.
-C'è una buona notizia!-Dice la signora-Mi hanno richiamato due volte, stanno arrivando!
Aspettiamo venti minuti, l'airone è sempre lì, sofferente, fa il vago e non dimostra apparente interesse per noi. La signora freak però è una vera arruffapopoli e coinvolge chiunque le capiti a tiro. Dopo il giovanotto è la volta di una coppia di fidanzatini. E restiamo tutti lì in attesa dei soccorsi.
Alla fine arrivano due volontari dell'ENPA. Evviva pensiamo, l’airone è salvo!
Ma non è così semplice. I volontari infatti non si aspettavano un’evenienza con tanta acqua e non sanno bene come comportarsi. Ci rimuginano un po’ mentre la nostra compagna di salvataggio recluta altri amanti degli animali (arriva una signora con un cagnetto che ci racconta aver adottato in ex Yugoslavia o in Romania, le confonde) a far da testimoni, ognuno racconta qualcosa e cerca di dare una mano ai volontari, che alla fine trovano il modo di andare sull’isoletta, armati di stivali di gomma e retino. Certo, passare sulla striscia di terra piena di alberelli e arbusti non è facile
Nonostante le difficoltà i nostri eroi procedono, ma l’airone che fino a quel momento è rimasto perfettamente immobile nonostante la gente che lo osservava, sentendoli arrivare prende a camminare ed in poche agili falcate raggiunge una striscia di terra semisommersa dove per loro è impossibile inseguirlo:
-Adesso l’airone li salva…- ridacchia il giovanotto occhialato.
Cavolo, tutto è perduto, penso tristemente, e già m’immagino il povero animale morto, poi penso no, posso tuffarmi e cercare di raggiungerlo e salvarlo…Magari poi muoio io, forse ci sono le sanguisughe nell’acqua…E così via.
Ma ad agosto capitano anche piccoli miracoli, e il volontario dell’ENPA appena rientrato a riva riceve una telefonata…Arrivano i pompieri! Yuppi!!!
Si riaccende la speranza, la signora freak esclama contenta:
-Lo dico sempre, il mondo è già cambiato, è che la gente non se n’è accorta!!!
Insalatina da brava nichilista polemica sottolinea che è da due ore ormai che siamo lì, ma siamo comunque contenti e pochi minuti dopo eccoli, i pompieri! Arrivano a sirene spiegate (!!!) con una camionetta fuori strada ed un camioncino che portano le insegne del gruppo sommozzatori!
Uao, siamo tutti impressionati, e mentre osserviamo l’arrivo dei salvatori si unisce al capannello un signore che ha trovato dei funghetti nell’erba e si chiede se siano commestibili. Il giovanotto ha qualche dubbio, e poi è troppo preso dalle operazioni che si avvicinano (“Sarebbe da pazzi andare a casa adesso!”).
Alla fine entrano in acqua tre uomini, due in tuta da sommozzatore ed uno con una mezza muta, ed è proprio lui a catturare l’animale, che (ovviamente), non capendo perché gli stanno saltando addosso, lo ringrazia con una beccata in faccia. Tutti applaudono, braviiii! Io però lo penso solamente, perché credo che l’airone sia spaventato e non vorrei aggiungermi alla sua paura.
Però, bravi ragazzi, siete sempre la nostra arma preferita.
Siamo tutti contenti, è stata una bella avventura, sia perché l’airone è stato salvato (e questo è meraviglioso), sia perché ci siamo incontrati e abbiamo passato del tempo insieme, ad agosto, in una città come Milano. Non ci siamo lasciati numeri di telefono, probabilmente non ci vedremo più, ma è bello che ci siano ancora giornate così.
sabato 6 agosto 2011
Don't Look Back
Noi che siamo nati alla fine degli anni 60 siamo stati i primi a non riuscire a far combaciare età fisica ed età mentale : la chiamano Sindrome di Peter Pan, e siamo in tantissimi a soffrirne a diversi livelli. Alcuni riescono a condurre una doppia vita da "forever young", cercando di adattarsi al mondo degli adulti nel quale si muovono a disagio. Altri proprio non ce la fanno e rimangono per sempre confinati nel loro mondo come malinconici adolescenti senza fine.
Siamo tanti, tantissimi, e il nostro modo di essere ha influenzato la moda, la vendita di dvd, la produzione di libri, eccetera. Grazie a noi esiste Yamato con tutti i suoi cartoni giapponesi che noi abbiamo entusiasticamente promosso e comprato, senza dimenticarci di Goldrake, Capitan Harlock e Candy Candy solo perchè non avevamo più la statura fisica per guardarli. E che dire dei Manga? Senza il nostro illuminato rimbambimento oggi i giovinastri non avrebbero tutti questi giornalini nipponici da leggere. E poi magliette con eroi dei fumetti, revival di giochi e giocattoli, perfino di cibi...il gelato al gusto PUFFO! La nostra è una generazione che decisamente ha lasciato un segno.
Lunedì, mentre scendevo dal traghetto, ho notato però qualcosa di nuovo, una mutazione della nostra sindrome. Sulla scala del ponte 6 mi sono guardata intorno ed ho notato che adulti e ragazzi si somigliavano in modo impressionante: genitori e figli portavano abiti terribilmente simili, le stesse felpe Abercrombie, le stesse scarpe Nike, gli stessi pantaloncini a scacchi che finiscono sotto il ginocchio. Non solo. Avevano gli stessi occhiali da sole e maneggiavano con abilità lo stesso tipo di telefonino (Iphone) giocando, controllando Facebook o mandando messaggini.
Cavolo, mi ha fatto senso. Perchè noi, bene o male abbiamo genitori che sono sempre sembrati genitori, non compagni di scuola pluriripetenti. Non erano i ragazzini a sembrarmi fuori posto. Magari erano supermegaextra griffati, magari non saranno stati particolarmente simpatici, o interessanti. Ma erano nel loro ruolo di adolescenti, e questo era solo una parte del loro percorso, cambieranno, non saranno sempre così.
Gli adulti invece mi han fatto un'impressione diversa, come di qualcuno che per sentirsi ancora giovane adotta le modalità esteriori dei ragazzi, e magari fa vestire i bambini più piccoli come se fossero dei piccoli adulti. Per avvicinarsi un pò, per non sentirsi di avere così tante, terribili responsabilità.
In effetti a pensarci c'è un pò quest'aria in giro, un continuo tentativo di sentirsi sempre sgarzoli, non solo utilizzando un abbigliamento da adolescenti, ma anche un gergo simile a quello dei loro figli. La macchina enorme, l'aggeggio elettronico all'ultima moda...Un esercito di Papi per i quali invecchiare è il peggiore dei mali. Forse non se ne rendono nemmeno conto.
E a parte il problema educativo (come può essere il rapporto tra un padre che vuole fare il figlio e il figlio che per forza di cosa vuole esser figlio?), questi adulti sembrano scordarsi che la giovane età, l'adolescenza, è un momento tutt'altro che facile, anzi, è un momentaccio. Bene o male il fatto di avere un adulto vicino ha aiutato molti a superarlo (insomma, se ce l'ha fatta papà, se ce l'ha fatta mamma, può essere che ce la faccia anche io), ma se accanto hanno un genitore cristallizzato in una fittizia giovinezza, che invece di guardarli con affetto e preoccupazione li invidia per la loro posizione anagrafica e magari è pure fin troppo accondiscendente quando esagerano (se so controllarmi io, perchè non dovrebbero saperlo fare loro, anche se hanno 20 anni meno di me?), che ne sarà di loro?
In generale, noi Peter Pan abbiamo saputo cogliere anche il lato poetico della nostra patologia, ne abbiamo sofferto, ci abbiamo fatto i conti ed oggi nel migliore dei casi abbiamo imparato a conviverci e la Sindrome è diventata un aiuto nei rapporti coi più giovani, perchè grazie a lei siamo in grado di comprendere sfumature dell'adolescenza che è facile dimenticare quando si è superata. Noi poi condividiamo passioni, non solo modelli di cellulare o tagli di capelli.
E' un pò sconfortante vedere cose del genere, ma quel che è peggio sono le conseguenze nel lungo periodo... Come saranno questi ragazzi quando cresceranno? C'è da sperare che l'istinto del bastian contrario che hanno i giovani prevalga prepotente....
Siamo tanti, tantissimi, e il nostro modo di essere ha influenzato la moda, la vendita di dvd, la produzione di libri, eccetera. Grazie a noi esiste Yamato con tutti i suoi cartoni giapponesi che noi abbiamo entusiasticamente promosso e comprato, senza dimenticarci di Goldrake, Capitan Harlock e Candy Candy solo perchè non avevamo più la statura fisica per guardarli. E che dire dei Manga? Senza il nostro illuminato rimbambimento oggi i giovinastri non avrebbero tutti questi giornalini nipponici da leggere. E poi magliette con eroi dei fumetti, revival di giochi e giocattoli, perfino di cibi...il gelato al gusto PUFFO! La nostra è una generazione che decisamente ha lasciato un segno.
Lunedì, mentre scendevo dal traghetto, ho notato però qualcosa di nuovo, una mutazione della nostra sindrome. Sulla scala del ponte 6 mi sono guardata intorno ed ho notato che adulti e ragazzi si somigliavano in modo impressionante: genitori e figli portavano abiti terribilmente simili, le stesse felpe Abercrombie, le stesse scarpe Nike, gli stessi pantaloncini a scacchi che finiscono sotto il ginocchio. Non solo. Avevano gli stessi occhiali da sole e maneggiavano con abilità lo stesso tipo di telefonino (Iphone) giocando, controllando Facebook o mandando messaggini.
Cavolo, mi ha fatto senso. Perchè noi, bene o male abbiamo genitori che sono sempre sembrati genitori, non compagni di scuola pluriripetenti. Non erano i ragazzini a sembrarmi fuori posto. Magari erano supermegaextra griffati, magari non saranno stati particolarmente simpatici, o interessanti. Ma erano nel loro ruolo di adolescenti, e questo era solo una parte del loro percorso, cambieranno, non saranno sempre così.
Gli adulti invece mi han fatto un'impressione diversa, come di qualcuno che per sentirsi ancora giovane adotta le modalità esteriori dei ragazzi, e magari fa vestire i bambini più piccoli come se fossero dei piccoli adulti. Per avvicinarsi un pò, per non sentirsi di avere così tante, terribili responsabilità.
In effetti a pensarci c'è un pò quest'aria in giro, un continuo tentativo di sentirsi sempre sgarzoli, non solo utilizzando un abbigliamento da adolescenti, ma anche un gergo simile a quello dei loro figli. La macchina enorme, l'aggeggio elettronico all'ultima moda...Un esercito di Papi per i quali invecchiare è il peggiore dei mali. Forse non se ne rendono nemmeno conto.
E a parte il problema educativo (come può essere il rapporto tra un padre che vuole fare il figlio e il figlio che per forza di cosa vuole esser figlio?), questi adulti sembrano scordarsi che la giovane età, l'adolescenza, è un momento tutt'altro che facile, anzi, è un momentaccio. Bene o male il fatto di avere un adulto vicino ha aiutato molti a superarlo (insomma, se ce l'ha fatta papà, se ce l'ha fatta mamma, può essere che ce la faccia anche io), ma se accanto hanno un genitore cristallizzato in una fittizia giovinezza, che invece di guardarli con affetto e preoccupazione li invidia per la loro posizione anagrafica e magari è pure fin troppo accondiscendente quando esagerano (se so controllarmi io, perchè non dovrebbero saperlo fare loro, anche se hanno 20 anni meno di me?), che ne sarà di loro?
In generale, noi Peter Pan abbiamo saputo cogliere anche il lato poetico della nostra patologia, ne abbiamo sofferto, ci abbiamo fatto i conti ed oggi nel migliore dei casi abbiamo imparato a conviverci e la Sindrome è diventata un aiuto nei rapporti coi più giovani, perchè grazie a lei siamo in grado di comprendere sfumature dell'adolescenza che è facile dimenticare quando si è superata. Noi poi condividiamo passioni, non solo modelli di cellulare o tagli di capelli.
E' un pò sconfortante vedere cose del genere, ma quel che è peggio sono le conseguenze nel lungo periodo... Come saranno questi ragazzi quando cresceranno? C'è da sperare che l'istinto del bastian contrario che hanno i giovani prevalga prepotente....
giovedì 4 agosto 2011
Sa Sebadas: al ritorno in continente
E rieccoci a casa, dopo una tranquilla traversata durante la quale ho dormito, disegnato, studiato e guardato il tramonto sul mare (mica cazzi!). Scesi dal traghetto abbiamo preso l'autostrada e abbiamo sbagliato direzione, mancando la CISA. Nonostante ciò è andato tutto bene e siamo arrivati sani e salvi.
Mi mancano i micini sardi, mi mancano soprattutto Scarface e la sua mamma. Però Lena è qui con noi, bella e ingrassata ancora (6 kg e qualche etto...!)
Ora mi aspettano studio e cura dimagrante, quest'ultima anche per Lena!
Mi mancano i micini sardi, mi mancano soprattutto Scarface e la sua mamma. Però Lena è qui con noi, bella e ingrassata ancora (6 kg e qualche etto...!)
Ora mi aspettano studio e cura dimagrante, quest'ultima anche per Lena!
sabato 30 luglio 2011
Sa Sebadas: Grand Restaurant Micio
| Exe pelosa |
| Scarface |
| La Mamma di Scarface |
Lo scorso anno nel giardino della casa dove passiamo le ferie c'era una famiglia di micetti, mamma e due piccolini. Il più grande lo avevo soprannominano Piccolo Micino Coraggioso, perchè veniva in casa. Quest'anno non li ho rivisti e posso solo sperare che stiano bene.
| Exe magrina |
I miei preferiti sono Silvio (ribattezzato Scarface per il disegno scomposto di bianco e nero sul muso) e la sua mamma. Entrambi hanno il pelo scuro e le zampette bianche e sono già buffi per questo. Ma Scarface è curioso invadente e stupidotto, quindi impossibile ignorarlo. Ti si sdraia sui piedi e li mordicchia. La mamma è piccina, ma la somiglianza è innegabile. Vive in un capannone scoperchiato in fondo alla strada insieme ad altri randagi e agli ultimi due nati.
Insomma, gli chef del Gran Restaurant Micio hanno il loro bel daffare a servire porzioni agli ospiti che entrano un pò da tutte le finestre. Ci aspettano fino a tardi e s'infilano dappertutto.
Abbiamo dei rivali però. Gli altri inquilini, che hanno aperto anche loro alla ristorazione felina e ci contendono i clienti. Meglio così, per i mici. Ho saputo però che ai nostri vicini, arrivati da poco, i gatti hanno fatto trovare un dono sullo zerbino della porta, un topo. Come, loro sono appena arrivati e gli portate il regalo? A noi niente topo? Ingratitudine felina...
venerdì 29 luglio 2011
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