martedì 5 marzo 2013

L'oca dalle uova d'oro

La popolarita' di Berlino e' ai massimi storici. Chi lo avrebbe detto alla fine degli anni 80' che la citta' sarebbe fiorita cosi. Tutti vogliono vivere qui, fa niente se non c'e' lavoro, se imparare il tedesco e' ancora un'impresa ritenuta ardua da molti, fa niente se i berlinesi sono notoriamente antipatici, fa niente se l'inverno e' lunghissimo.

Tutto questo DESIDERIO ha generato diversi mostri, come ad esempio la rampante GENTRIFICAZIONE, ovvero il processo per cui la citta' cambia, rendendo impossibile a chi non e' ricco e benestante di permettersi di viverci e grazie a questo processo il tessuto sociale di Berlino sta' cambiando ad una velocita' drammatica.
Le grandi societa' acquistano immobili (che fino a poco fa erano particolarmente economici), li rinnovano e li rivendono a gente per lo piu' non residente a Berlino, gente che usa la casa per le vacanze o la riaffitta ai turisti. Inevitabilmente i prezzi degli affitti salgono rendendo impossibile ai veri Berlinesi di vivere piu' nella loro citta'.

Questo processo ha raggiunto il livello storico di stupidita' proprio mentre io e Brotchen eravamo in vacanza: una societa' immobiliare che ha acquistato il terreno dove sorge la East Side Gallery (ovvero l'ultimo consistente pezzo del muro di Berlino che e' rimasto al suo posto) ha deciso che per iniziare a costruire il suo blocco di appartamenti di lusso di fronte alla Sprea,  il muro doveva essere tolto di mezzo.
Cosi, UNA NOTTE un pezzo del muro e' stato smontato per far posto ai nuovi lussuosi appartamenti in cui vivranno ricconi residenti all'estero. Si e' scatenata una serie di proteste che ha fatto intervenire il sindaco di Berlino ed ora sono in coso dei patteggiamenti per mantenere il muro e rimettere i pezzi dislocati al loro posto.

Ma dico io, come si fa a distruggere una delle cose che rendono il luogo cosi importante?
Il motivo per cui molti vengono a Friedrichshain e' proprio la East side gallery! E con che disprezzo della storia si fa a pezzi un monumento storico! ma vi immaginate se qualcuno decidesse di smontare il Colosseo per farci degli appartamenti di lusso? O di brasare Pompei
per farci una versione partenopea di Gardaland?

Esattamente come nella favola dell'oca dalle uova d'oro, Berlino sta' venendo distrutta: le cose che l'hanno resa speciale stanno venendo disintegrate proprio da coloro che cercano di possederle. Purtroppo le societa' investitrici non hanno cuore e a quanto pare anche il cervello gli scarseggia, l'unica cosa che hanno a profusione e' la smoderata ingordigia.

E mo' lo ricostruisci proprio com'era prima, chiaro?

venerdì 1 marzo 2013

Tumefazioni

Il 14 febbraio, ricorderete, mentre andavo al lavoro caddi e la mia faccia finì contro un corrimano di ferro procurandomi un vistoso ematoma viola sull'occhio destro.
Tra domenica e lunedì una nuova botta s'è aggiunta, stavolta (e non è un caso) sull'occhio sinistro. Come altro definire il risultato delle elezioni?  Ci ho messo qualche giorno a riprendermi e trovare qualcosa da dire, e anche adesso penso di non essere in grado di fare un'analisi lucida e precisa, almeno dal mio parziale punto di vista.
Posso dirvi che non ero convintissima del mio voto perchè nessuno dei candidati aveva fatto battere il mio cuore con parole convincenti e programmi condivisibili al 100%(a parte uno in una minuscola lista presente alle regionali), ma se da una parte era impossibile che votassi per quello, era altrettanto improbabile che votassi per questo: forse perchè sono una personcina tranquilla che detesta la gente che urla, forse perchè dalla fine della prima Repubblica di insulti ne ho sentiti fin troppi (e troppe volte ho scoperto quanto parte dello spettacolo fossero), forse perchè a quarant'anni cerco di moderare la mia rabbia con un pensiero razionale, non me la sono sentita.

A parte la delusione di non aver imboccato nessuna strada, e la solidarietà umana per una persona (Bersani) che di errori politici ne ha fatti a carriolate ma è sempre parso comunque coerente e ha sempre cercato di mantenere il sangue freddo e non cedere alle lusinghe dei vaffanculo e delle promesse senza senso, a parte il dispiacere, ripeto, umano, di vederlo barcollare in una conferenza stampa nella quale a tratti sembrava volesse mettersi a piangere, sono disorientata.
Penso che in Grecia prima della catastrofe è successa la stessa cosa, elezioni che non hanno portato a nessun governo, nuove elezioni, voti agli estremisti ed ecatombe economica e sociale.
Poi medito che forse sono una vetero comunista attaccata ad un vecchio concetto di Stato e che forse non sono in grado di comprendere il cambiamento epocale, farei meglio a rilassarmi e stare a guardare, "abbracciare il cambiamento", come dicono i buddhisti.
Ma gli insulti non li sopporto, e penso che se giochi a Monopoli non puoi rifiutarti di tirare i dadi, se entri in un meccanismo, anche con l'idea di cambiare le regole, non puoi farlo senza prima conoscerle e rispettarle quelle regole, sennò tanto vale prendere i forconi e le torce e andare al castello del feudatario a dar fuoco a tutto. Avrebbe più senso.
Infine, Franco Battiato dice "Fidatevi, le cose stanno cambiando per il meglio" e mi tranquillizzo...ma anche no.


venerdì 22 febbraio 2013

L' IMUrtacci vostri

E' arrivata. La temutissima lettera che promette la restituzione dell'IMU ha incominciato a raggiungere gli italiani come un virus, ed è subito caos. Ieri la radio diceva che le sedi dei sindacati (tra cui, paradossalmente, soprattutto la CGIL) sono state prese d'assalto da centinaia di persone che volevano ritirare gli inesistenti moduli per chiedere la restituzione della tassa sulla prima casa. Sempre ieri, Speck si è recato all'ufficio postale e si è trovato davanti una fila di persone che volevano sapere dai poveri sportellisti come fare per avere il rimborso. E pare che ogni persona chiedesse la medesima cosa, incurante della risposta negativa ricevuta da chi l'aveva preceduta.

Alla luce di tutto ciò, mi rendo conto che non è colpa dei computer, dei videogiochi e della televisione se i ragazzi sono così distaccati dalla realtà, se ci sono bambini che non sanno che il latte lo fanno le mucche e non nasce direttamente imbottigliato nel tetrapack. No, c'è qualcosa di endemico, forse di genetico! Ormai c'è un sacco di gente che non distingue la realtà dalla fantasia, che crede a qualunque  cosa sia raccontata con un minimo di convinzione.

Adesso scusate, ma devo andare a vendere il Duomo...

lunedì 18 febbraio 2013

In campagna elettorale...

Stasera io e Speck dopo esser stati in una pizzeria nei dintorni di casa camminavamo verso la nostra vietta milanese. Ad un certo punto siamo passati davanti ad un'enoteca fuori dalla quale stazionavano dei tipi un pò alternativi pressapoco della mia età che sorseggiavano birra. Non so se abbiano notato il nostro look da "giovani avanguardisti" (eskimo tedesco e giacca militare francese) o se semplicemente gli abbiamo fatto simpatia, fatto sta che uno di questi tipi si è affiancato a noi canticchiacchiando "VOTA SEL, VOTA SEL, VOTA SEL..."

sabato 16 febbraio 2013

Chi salverà la Grecia?

Ho sempre pensato che l'idea di una moneta comune fosse buona, che l'Europa facesse bene a cercare l'unità economica e (magari!) politica. Quando mio padre parlava male della comunità europea la difendevo, pensando che l'unione fa la forza. Oggi però non riesco più a dargli torto: ho letto l'inserto del Corriere della Sera che in data odierna riporta le foto di un'Atene spettrale che somiglia (proiettili a parte) alla periferia di Sarajevo. Gente che dorme per strada, magra, persone anziane abbandonate su mucchi di rifiuti. Solo pochi anni fa giravo per Atene e la vedevo viva, piena di cultura, ricca del suo passato e del suo presente, con un futuro che non potevo immaginare sarebbe stato questo.
Amo la Grecia, ci ha dato la cultura, la filosofia, l'arte. Senza la Grecia saremmo ancora dei brubru che si vestono di pelli, non si lavano e mangiano radici. La comunità europea ha messo in ginocchio la Grecia per scarnificarla e comprare per quattro soldi le sue ricchezze. E noi, che stiamo per votare, non sappiamo nulla di questo, non ci viene detto che le stesse politiche che sono state applicate all'economia greca rischiano di portarci nella stessa situazione, perchè a nessuno degli altri paesi frega niente di quelli che restano indietro. E allora, a cosa serve restare in Europa? Cosa ce ne facciamo dell'euro? Meglio tornare alla dracma e alla lira e far pagare care, molto care le ferie agli altri europei. E non solo le ferie, anche i pomodori, le arance, il vino buono...vediamo come se la cavano senza i greci, gli italiani, i portoghesi e gli spagnoli, vediamo cosa sono capaci di fare gli inglesi, che l'Europa la stanno solo sfruttando senza far nulla per la comunità, i tedeschi, i francesi, gli olandesi...
Sono disgustata da questa Europa, arrabbiata e delusa.


venerdì 15 febbraio 2013

The dark side of Frittella (ovvero, è ufficiale, Branko ha toppato!)

Ricapitolando: da dicembre ho avuto tre influenze, un mal di denti e una nevralgia. Speravo che fosse finita, invece...
Ieri stavo andando a una di quelle "spassose" riunioni di cooperativa chiamate equipe, in cui un gruppo di assistenti alla comunicazione deve confessarsi con la propria coordinatrice o con una neuropsichiatra la quale non sa assolutamente nulla del lavoro dell'assistente stessa e alla fine non sa dare risposte alle ragazze ma spera che parlando tra di loro trovino la soluzione ai loro problemi.
Ero uscita in leggero ritardo ma ero certa di arrivare puntuale, così camminavo velocemente ma senza eccessiva fretta.
Sono arrivata fino alla scala che porta all'entrata della stazione del metrò. Poi, non so cosa sia successo ma mi sono trovata con la faccia stampata sul corrimano di ferro della scala. Un ragazzo mi ha soccorsa e rimessa in piedi. Sentivo un gran male alla faccia ma ero cosciente. Sono entrata comunque in stazione e pensavo di mantenere l'impegno. Ho chiamato Speck e gli ho detto cos'era successo e lui mi ha detto di tornare a casa. Improvvisamente mi sono resa conto che stavo facendo una vaccata e sono tornata indietro. Quando sono arrivata mi ha richiamato e intimato di farmi portare all'ospedale dai miei genitori. Non volevo, perchè a quel punto ero spaventata dalla botta e anche se ero cosciente avevo paura di essermi fatta male.
Per farla breve, sono andata al pronto soccorso dove mi han fatto una tac dalla quale risulta che comunque sono tutta intera, anche se è meglio che mi riposi per qualche giorno.
Ieri ho postato su facebook l'incontro di Rocky Marciano contro Mohamed Alì per sottolineare l'evento, oggi se mi guardo allo specchio vedo un panda con un solo occhio scuro e riesco perfino ad apprezzare la nuance di viola.

Apparentemente (e spero che sia confermato) non è successo niente di grave, ma questa sequela di sfighe mi sta veramente demoralizzando. Branko diceva che dal 2 febbraio avrei fatto faville, ma adesso comincio ad avere qualcosa più di un dubbio sulla veridicità delle sue previsioni.

sabato 9 febbraio 2013

Quando muore un amore

Questa mattina sono andata, ob torto collo, ad una formazione sulla sicurezza. Non ci volevo andare perchè mi sembra tempo sprecato, perchè è sabato, e perchè è obbligatoria. Io odio le cose obbligatorie. Se non mi avessero detto che era obbligatoria l'avrei fatta ma senza questa rabbia che mi è montata dentro e mi ha fatto pure male allo stomaco. Quattro ore di vita buttate nel cesso. La cosa peggiore è che la risacca di questa rabbia ha scatenato un improvviso rigetto per il mio lavoro. Ero lì, stravaccata sulla sedia che osservavo con odio il "povero" formatore e pensavo che non ne posso più di questo lavoro, che ne ho piene le palle di tutte le cazzate di questi lavori sociali pagati noccioline che hanno un corollario di inutili "equipe", "supervisioni", "formazioni". Ne ho piene le balle delle coordinatrici che non sanno un cazzo di sordi e di assistenza alla comunicazione e di essere sempre accomunata con gli educatori, perchè io non sono un'educatrice, sono una cazzo di esperta in sordità. E sono nauseata di sentirmi dire cazzate su come proteggere sempre gli altri ed essere comprensiva con gli altri, quando io non vengo mai protetta e a me brava non lo dice mai nessuno nonostante lo sia e tanto. Siamo carne da macello, e io sono stufa, voglio avere delle opportunità, voglio essere soddisfatta, voglio essere tenuta in considerazione e non asfissiata con le cazzate.
Tutto questo andazzo mi avvelena e ha ormai reso un lavoro che amavo tanto, per il quale mi sono preparata e ho faticato, uno stagno maleodorante. E' forse giunto il momento di lasciare perdere, tutto quanto.