Ieri sera, 30 luglio 2010 io e Speck finiamo a guardare il tg1. Ad un certo punto il conduttore (del quale non ricordo il nome) dà la parola ad una signora (della quale non ricordo il nome) che dovrebbe informarci sulle previsioni del tempo per il week end in Italia.
La signora la prende alla lontana, prima ci mostra gli incendi in California e Russia (anche se ha annunciato solo gli incendi Russi). Poi, si butta sulle inondazioni monsoniche in Asia. Infine torna in studio e dice "ma ci sarà bel tempo in Italia, sicuramente domenica" dopo di che fa partire un sevizio sui passatempi in cui indulgono i vacanzieri sulle spiagge Italiane.
Basta.
Basta così.
Niente cartina, niente alta pressione, bassa pressione, marimossi, mari calmi, venti...Niente previsioni del tempo!
La prossima volta chiederò a qualche vecchietto con una ferita di guerra, magari lui sa prevederlo meglio il tempo!
sabato 31 luglio 2010
Sas Sebadas e Pater Babai
Oggi è sabato e per due scontrosi paguri come noi la spiaggia è off limits, troppa gente, troppo casino.
Così abbiamo pensato bene di fare una gita al TEMPIO DI ANTAS, una costruzione punico-romana in cui veniva però adorato un dio sardissimo, di nome Sardus Pater Babai. Riscoperto dal generale Lamarmora (essì) e scavato alla fine degli anni 60 è certamente interessante, con delle colonne dai capitelli che sono un incrocio abbozzato tra dorico e ionico. All'interno della cella si trovano anche dei pilastri a sezione quadrata, cosa che nei veri templi romani non c'era. Tutto intorno boschi di querce da sughero, una cava romana i cui blocchi sono serviti per la costruzione del tempio e un villaggetto nuragico.
Il viaggio dal nostro appartamento è lungo, circa due ore, e insidioso (data la segnaletica bizzarra si rischia di perdere la strada anche se siamo su una statale), il percorso attraversa la zona mineraria di Iglesias, che ancora porta i segni della passata attività mineraria.
La bellezza di questo come di altri templi del genere è che si trova in aperta campagna dove non t'aspetteresti di trovare costruzioni del genere. Quieto, se ne sta lì ad aspettare i turisti che hanno voglia di addentrarsi tanto all'interno per vederlo.
Dopo la visita ci siamo fermati a mangiare qualcosa all'area picnic. Speck è stato attaccato da un vorace tafano che gli ha lasciato una bella morsicata sulla gambetta.
E poi via, sulla tortuosa strada del ritorno irta di difficoltà cartellonistiche (anche stavolta stavamo sbagliando strada).
Mentre scendevamo dalle verdi colline ho pensato che ANTAS sembra il nome di un robot Giapponese e mi sono immaginata il tempio che si trasformava in Antas, Robot Punico. Ho anche elaborato una canzoncina che fa così:
" Antas, Antas o magico cavaliere dello spazio Sardo, combatti contro l'invasore romano! Antas! Antas! Sconfiggi le legioni! E i greggi di pecuri salveraaaaiiii!"
venerdì 30 luglio 2010
Sas Sebadas nei labirinti di Teulada.
Ieri la giornata si è aperta con la consueta adorazione di una famiglia di gattini che abita nel giardino del nostro ospite: mamma e due piccoli, tutti e tre dai peli diversi e tutti e tre affamatissimi. Speck ed io abbiamo visto che un'altra inquilina gli portava offerte votive mangerecce, al che lui è scattato in piedi in preda alla gelosia dicendo "Chissà che schifezze gli hanno portato, ora ci penso io!" ed ha rovesciato una scatola di kit e kat in un vassoietto d'alluminio. Pochi minuti dopo tornava indietro dalla missione in giardino con l'aria sorpresa. In effetti anche la vicina aveva provveduto con del cibo per gatti ed ora la famigliola doveva affrontare una montagna di bocconcini. Sicuri che ce l'avrebbero fatta ci siamo recati in spiaggia.
Per la precisione a Piscinni dove un venticello fresco temperava i colpi del sole. al ritorno pranzo frugale, un occhio alla tv Sassone tedesca che come al solito offre bucoliche trasmissioni sui paesaggi visitati in bicicletta, e poi via, a fare un pisolino.
Nel tardo pomeriggio ci siamo rilassati bevendo un pò di birra, ed aspettando notizie dell'amico Paolo che era arrivato in mattinata ad Olbia. Ci ha chiamato dicendo di essersi perso da qualche parte in Barbagia, ma sicuramente sarebbe arrivato verso le 20.
Dopo cena siamo andati sulla piazza principale del paese dove si stava svolgendo una fantastica Sagra della Frittella! E come dire no alle frittelle di qui, fatte da abili signore ottime cuoche? Ce ne siamo scofanati una dozzina e dopo aver salutato Paolo, arrivato sano e salvo e anche parecchio stanco, siamo tornati a casa. O meglio, abbiamo iniziato a camminare per le viette di Teulada, e seguendo la logica saremmo dovuti arrivare a casa; invece dopo venti minuti ci siamo trovati su una collina dalla quale vedevamo in lontananza il campanile della chiesa che sta vicino al nostro appartamento. Ancora mezz'ora di peregrinare e finalmente abbiamo cominciato a riconoscere le strade. Certo, pensavamo che Teulada fosse un centro molto piccolo, invece si è rivelata piuttosto estesa e contorta, per non dire tentacolare.
A questo punto rimaneva l'ultima missione, ovvero l'offerta votiva notturna ai gatti. Speck si è avviato con il vassoietto al solito posto e mentre lo raggiungevo ho incontrato...un riccio! Un riccio vero! Fantastico! Per chi vive a Milano questi sono incontri emozionanti, non esagero.
Chiudo con una nota sul fratello un pò strano del nostro padrone di casa: oggi l'ho visto vicino ad uno dei gattini, e sembrava che stessero comunicando telepaticamente. Guardavano in direzioni opposte ma erano lì, immobili, senza l'intenzione di muoversi. A volte penso che faccia finta di essere fuori, che stia facendo una specie di spettacolo a beneficio del turista...Mah!
mercoledì 28 luglio 2010
Sas Sebadas su è giù per la Sardegna
Io e Speck non siamo tipi da spiaggia: ci piace stare un pò al mare, fare un bagnetto, magari leggere un pò. Scordatevi però che noi si passi sulla sabbia più di un'ora, massimo un'ora e mezza in tutto. Preferiamo integrare con corroboranti gite culturali, normalmente in siti archeologici o musei.
La Sardegna è un posto ideale per questo genere di passatempo. Senza contare che anche un viaggio di un'ora da queste parti può essere molto gradevole, dato che si corre tra fiori e alberi e cespugli in un paesaggio che a volte ricorda il Peloponneso.
Stamattina siamo dunque saltati in macchina e ci siamo diretti verso Carbonia. Nelle sue vicinanze si trova la Necropoli del Monte Sirai, di periodo fenicio. Tutto è andato liscio fino all'entrata in Carbonia, quando la segnaletica che indicava il sito archeologico è improvvisamente impazzita, guidandoci senza logica fino in centro e poi abbandonandoci senza pietà.
Disperati, dopo venti minuti di giri ci siamo rivolti a un gentilissimo edicolante che ci ha spiegato la strada e regalato due mappe turistiche.
Finalmente siamo arrivati al Monte Sirai: l'insediamento è molto grande e ancora poco scavato. Molte tombe però sono state ritrovate e siamo addirittura scesi in una di queste che era stata completamente scavata nel tufo. Inoltre abbiamo visitato l'Acropoli (posta in un punto panoramico eccezionale) e il Tofet, cioè un luogo di sepoltura di bambini appena nati o nati morti.Come molto spesso accade da queste parti, la visita è anche una bella passeggiata tra il verde delle colline alla scoperta di piante che non troviamo purtroppo in città.
Finita la visita siamo ritornati verso Carbonia, dove abbiamo mangiato ed abbiamo visitato il museo archeologico. Dopo di che ci siamo messi in strada per andare in spiaggia, a rinfrescarci un pò. E qui è successo il guaio: abbiamo cominciato a girare come in un episodio di "Ai confini della Realtà" cercando di andare in direzione di Iglesias -sempre seguendo i cartelli- senza riuscirci. Abbiamo rifatto lo stesso circuito tre volte, poi ci siamo messi a litigare. O meglio, Speck s'è imbestialito perchè gli ho detto che aveva sbagliato strada (cosa abbastanza evidente) ed ho suggerito una strada completamente inventata, mentre io sono andata su tutte le furie per la sua reazione. Finalmente ci siamo fermati a guardare la mappa e abbiamo capito l'inghippo. La strada dove saremmo dovuti passare era sbarrata dai lavori in corso. Nessuna indicazione di deviazione, nessun cartello che ci dicesse esattamente dove andare. Alla fine abbiamo imboccato una strada parallela contromano evitando una Mercedes che arrivava dal lato opposto e ci siamo rimessi sulla strada giusta.
Ancora non abbiamo deciso cosa fare domani, abbiamo un biglietto valido per la visita a due musei di Carbonia, ma penso che aspetteremo a riprenderci da quest'esperienza, prima di tornarci...
La Sardegna è un posto ideale per questo genere di passatempo. Senza contare che anche un viaggio di un'ora da queste parti può essere molto gradevole, dato che si corre tra fiori e alberi e cespugli in un paesaggio che a volte ricorda il Peloponneso.
Stamattina siamo dunque saltati in macchina e ci siamo diretti verso Carbonia. Nelle sue vicinanze si trova la Necropoli del Monte Sirai, di periodo fenicio. Tutto è andato liscio fino all'entrata in Carbonia, quando la segnaletica che indicava il sito archeologico è improvvisamente impazzita, guidandoci senza logica fino in centro e poi abbandonandoci senza pietà.
Disperati, dopo venti minuti di giri ci siamo rivolti a un gentilissimo edicolante che ci ha spiegato la strada e regalato due mappe turistiche.
Finalmente siamo arrivati al Monte Sirai: l'insediamento è molto grande e ancora poco scavato. Molte tombe però sono state ritrovate e siamo addirittura scesi in una di queste che era stata completamente scavata nel tufo. Inoltre abbiamo visitato l'Acropoli (posta in un punto panoramico eccezionale) e il Tofet, cioè un luogo di sepoltura di bambini appena nati o nati morti.Come molto spesso accade da queste parti, la visita è anche una bella passeggiata tra il verde delle colline alla scoperta di piante che non troviamo purtroppo in città.
Finita la visita siamo ritornati verso Carbonia, dove abbiamo mangiato ed abbiamo visitato il museo archeologico. Dopo di che ci siamo messi in strada per andare in spiaggia, a rinfrescarci un pò. E qui è successo il guaio: abbiamo cominciato a girare come in un episodio di "Ai confini della Realtà" cercando di andare in direzione di Iglesias -sempre seguendo i cartelli- senza riuscirci. Abbiamo rifatto lo stesso circuito tre volte, poi ci siamo messi a litigare. O meglio, Speck s'è imbestialito perchè gli ho detto che aveva sbagliato strada (cosa abbastanza evidente) ed ho suggerito una strada completamente inventata, mentre io sono andata su tutte le furie per la sua reazione. Finalmente ci siamo fermati a guardare la mappa e abbiamo capito l'inghippo. La strada dove saremmo dovuti passare era sbarrata dai lavori in corso. Nessuna indicazione di deviazione, nessun cartello che ci dicesse esattamente dove andare. Alla fine abbiamo imboccato una strada parallela contromano evitando una Mercedes che arrivava dal lato opposto e ci siamo rimessi sulla strada giusta.
Ancora non abbiamo deciso cosa fare domani, abbiamo un biglietto valido per la visita a due musei di Carbonia, ma penso che aspetteremo a riprenderci da quest'esperienza, prima di tornarci...
lunedì 26 luglio 2010
Frittella goes Sas Sebadas
Siamo partiti ieri per la Sardegna dopo aver lasciato la piccola Lena dai nonni in montagna. Speck aveva consultato l'oracolo autostradale che aveva previsto funeste code, intasamenti ed incidenti. Nulla di tutto questo è però accaduto e pur avendo la nave alle 21, ci siamo trovati al porto di Livorno alle 16. Abbiamo comunque avuto la fortuna di trovare una libreria (ovviamente ho comprato qualcosa) e una pizzeria al trancio aperte; così, complice anche il tempo gradevolmente ventilato, abbiamo passato le ore del cazzeggio pre traghetto abbastanza gradevolmente.
Tutte le volte che salgo su un traghetto penso a mio padre quando andammo insieme all'Isola d'Elba, al suo terrore di parcheggiare l'amata Croma nella stiva, guidato da eccitati quanto incuranti ometti (probabilmente parcheggiatori napoletani che finalmente avevano trovato un posto fisso) che nulla sapevano del rapporto di amore viscerale tra l'uomo e la sua vettura (ora passa tutte le vacanze in montagna). Talvolta ti fanno parcheggiare tanto vicino alle altre automobili che si rischia di non poter uscire dalla vettura senza sfracellare la portiera altrui.
Se poi vi siete presi una cabina, non pensate di passare una notte rilassante: l'altoparlante posto nel vostro loculo vi ripeterà per una decina di volte che i bar ed i ristoranti sono aperti, che il garage sta chiudendo, eccetera. Quando finalmente i bambini della cabina accanto avranno smesso di far casino potrete finalmente perdere i sensi (non è vero dormire) per essere poi svegliati alle 5.30 dall'altoparlante, che vi intima di uscire dalla cabina tipo un'ora e mezza prima dell'arrivo.
Appena sbarcati ci siamo diretti verso Cagliari e sulla strada ci siamo fermati in un bar.
Su un tavolo vedo un giornale che riporta cinque o sei notizie di ammazzamenti di persone anziane, tutti scritti al passato remoto. Sorrido pensando di star leggendo un folcloristico giornaletto locale, invece Speck mi fa notare che si tratta de "Il foglio"! Quando si dice Ancient Regìme...
Dopo circa 6 ore di viaggio e la visita al villaggio Nuragico di Santa Cristina siamo arrivati a destinazione. Stanchi morti. Ma morti veramente.
Ci troviamo in un posto bellissimo pieno di verde. L'aria è fresca e profumata. Ci sono un sacco di gatti ed il fratello del padrone di casa è un vecchietto che quando parla sembra che sia sognando, ha una logica tutta sua, che nel suo mondo funziona, ma noi poveretti non la capiamo...
Ma soprattutto...c'è il wi fi!!!
Cosa potrei volere di più?
Ahiò!
Tutte le volte che salgo su un traghetto penso a mio padre quando andammo insieme all'Isola d'Elba, al suo terrore di parcheggiare l'amata Croma nella stiva, guidato da eccitati quanto incuranti ometti (probabilmente parcheggiatori napoletani che finalmente avevano trovato un posto fisso) che nulla sapevano del rapporto di amore viscerale tra l'uomo e la sua vettura (ora passa tutte le vacanze in montagna). Talvolta ti fanno parcheggiare tanto vicino alle altre automobili che si rischia di non poter uscire dalla vettura senza sfracellare la portiera altrui.
Se poi vi siete presi una cabina, non pensate di passare una notte rilassante: l'altoparlante posto nel vostro loculo vi ripeterà per una decina di volte che i bar ed i ristoranti sono aperti, che il garage sta chiudendo, eccetera. Quando finalmente i bambini della cabina accanto avranno smesso di far casino potrete finalmente perdere i sensi (non è vero dormire) per essere poi svegliati alle 5.30 dall'altoparlante, che vi intima di uscire dalla cabina tipo un'ora e mezza prima dell'arrivo.
Appena sbarcati ci siamo diretti verso Cagliari e sulla strada ci siamo fermati in un bar.
Su un tavolo vedo un giornale che riporta cinque o sei notizie di ammazzamenti di persone anziane, tutti scritti al passato remoto. Sorrido pensando di star leggendo un folcloristico giornaletto locale, invece Speck mi fa notare che si tratta de "Il foglio"! Quando si dice Ancient Regìme...
Dopo circa 6 ore di viaggio e la visita al villaggio Nuragico di Santa Cristina siamo arrivati a destinazione. Stanchi morti. Ma morti veramente.
Ci troviamo in un posto bellissimo pieno di verde. L'aria è fresca e profumata. Ci sono un sacco di gatti ed il fratello del padrone di casa è un vecchietto che quando parla sembra che sia sognando, ha una logica tutta sua, che nel suo mondo funziona, ma noi poveretti non la capiamo...
Ma soprattutto...c'è il wi fi!!!
Cosa potrei volere di più?
Ahiò!
giovedì 22 luglio 2010
A futura sordità

Le associazioni dei consumatori dovrebbero invitare l'A.r.p.a. a monitorare i livelli di rumore nella metropolitana milanese. D'inverno, ma soprattutto d'estate coi finestrini dei vagoni aperti, il baccano è allucinante. Non è possibile parlare, non è possibile ascoltare musica nemmeno con una cuffia che isola dal rumore esterno. Dai binari contro cui si sfregano le ruote (soprattutto in curva) si levano orribili sibili come voci di anime dannate che trapanano i timpani. L'unica soluzione è tapparsi le orecchie con le dita, pena il rischio di diventare sordi in poche fermate. Neanche il fighissimo Meneghino, nuovo treno, sfugge a questo problema...
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