venerdì 27 agosto 2010
BELLISSIMO!!!
Grande grande, premio per il miglior poster di promozione al nuovo gruppo di Nick Cave, Grinderman!
Non solo sono buffissimi ed improbabili nei panni di gladiatori romani, ma se guardate bene l'immagine ingrandita scoprirete che le mutande di Nick (secondo a partire da destra) spuntano dal gonnellino e sono...meraviglioramente leopardate!
venerdì 20 agosto 2010
Gemella Ciambella va fuori di testa
E' giunto anche a Berlino, e' il magico momento dei saldi. E' il momento in cui ci possiamo permettere un capriccietto di moda, una maglietta o un paio di Jeans che l'anno prossimo ci serviranno e a comprarli in un altro momento ci costerebbero certo di piu'.
I saldi sono un'espressione del nostro tempo, dove tutto va fuori moda dopo sei mesi. Io non ragiono cosi, certo, se acquisto qualcosa che mi piace lo indosso finche' non cade a brandelli. E in realta' non mi serve niente in questo momento, anche perche' Frittella mi ha regalato una macchina da cucire per farmi da sola un po' di cose.
Eppure il magico richiamo dei saldi e' irrestibile...mi sento di supportare tutti questi fantastici giovani designers che lavorano qui a Berlino. La lotta interiore con me stessa e' dura. Roba da incatenarsi al calorifero come fece Ulisse, pur di non lasciarsi tentare dalla voce soave dei saldi...(si, lo so, Ulisse si incateno' all'albero maestro della nave ma io non ho una nave).
...
Oh, chi se ne frega!!! Io ci vadooooooooooooooo!!!
(segue rumore di un calorifero scardinato dal muro)...
martedì 17 agosto 2010
Ready to go!
Eccoci, siamo pronti. Domani partiamo per la prima trasferta veneta in piena regola: piatti, bicchieri, accappatoi, bagagli, gatta...Non sappiamo ancora se in macchina ci starà tutto ma diciamo che faremo il possibile. La cosa che mi preoccupa di più è Lena, che può continuare a lagnarsi all'infinito e domani avrà ben tre ore e mezza per farlo.
In definitiva devo ammettere che queste vacanze non si stanno rivelando particolarmente riposanti. Un sacco di casini. Sono preoccupata, per Lena, per quello che farà quando saremo arrivati (vorrà scappare di casa?), per questa prova di vita agreste, per boh, non so che cosa. Di certo non me la sto spassando granchè. Spero di tornare una frittella più serena...
In definitiva devo ammettere che queste vacanze non si stanno rivelando particolarmente riposanti. Un sacco di casini. Sono preoccupata, per Lena, per quello che farà quando saremo arrivati (vorrà scappare di casa?), per questa prova di vita agreste, per boh, non so che cosa. Di certo non me la sto spassando granchè. Spero di tornare una frittella più serena...
lunedì 16 agosto 2010
domenica 15 agosto 2010
Le avventure di Lena
Sicuramente molti di voi si chiederanno come è stata Lena durante la nostra vacanza in Sardegna.
Pochi giorni prima di partire l'abbiamo portata a casa dei miei genitori a Serina, dove sarebbe stata insieme a mia madre. Infatti, per evitare gelosie e traumi a Miciccia (che sarebbe rimasta con mio padre) questa volta si è deciso di separarle. Durante il viaggio ha fatto sia cacca che pipì, ma bisogna dire che ha resistito quasi un'ora e mezza. Comunque, quando la piccola ha visto mia madre è parsa subito più rilassata: sicuramente si ricordava di lei e quindi ha capito di essere in un ambiente amico. La casa poi, più grande della nostra, con un lungo corridoio, le permetteva di scorazzare allegramente.
Quando chiamavo dalla Sardegna a casa dei miei venivo informata che Lena era contenta, saltellava qua e là, cercava di andare nei posti proibiti e si faceva audace, tentando addirittura di aprire una porta da sola. Non so com'è, ma quando c'è mia madre Lena diventa più gattosa, più furba, più giocherellona. Sorvolerò sul fatto che come sua "mamma" mi sento un pò gelosa di questo ascendente. E gelosa era anche la Miciccia, che anche se non ha visto Lena, non vedendo più mia madre, ha intuito un abbandono.
Così quando l'andava a trovare, lei la snobbava. stizzita.
Quando siamo andati a riprenderla, Lena non era affatto contenta: viziata, coccolata da mia madre che ha un mucchio di tempo per starle dietro, non lesina sulla pappa (al diavolo la dieta!) e le lascia graffiare il divano, non aveva proprio voglia di tornare con noi. Almeno credo.
L'ho trovata inciccita ancora, ma forse è un'illusione ottica, data dall'abitudine ai gatti Sardi che non si possono permettere certe dimensioni.
Adesso è un pò depressa per il tempo...Spero che le passi. Nel frattempo le nascondiamo qualche crocchino sotto Mr Topo, così si diverte...
Fra pochi giorni partiamo di nuovo e ce la portiamo dietro, stavolta!
Pochi giorni prima di partire l'abbiamo portata a casa dei miei genitori a Serina, dove sarebbe stata insieme a mia madre. Infatti, per evitare gelosie e traumi a Miciccia (che sarebbe rimasta con mio padre) questa volta si è deciso di separarle. Durante il viaggio ha fatto sia cacca che pipì, ma bisogna dire che ha resistito quasi un'ora e mezza. Comunque, quando la piccola ha visto mia madre è parsa subito più rilassata: sicuramente si ricordava di lei e quindi ha capito di essere in un ambiente amico. La casa poi, più grande della nostra, con un lungo corridoio, le permetteva di scorazzare allegramente.
Quando chiamavo dalla Sardegna a casa dei miei venivo informata che Lena era contenta, saltellava qua e là, cercava di andare nei posti proibiti e si faceva audace, tentando addirittura di aprire una porta da sola. Non so com'è, ma quando c'è mia madre Lena diventa più gattosa, più furba, più giocherellona. Sorvolerò sul fatto che come sua "mamma" mi sento un pò gelosa di questo ascendente. E gelosa era anche la Miciccia, che anche se non ha visto Lena, non vedendo più mia madre, ha intuito un abbandono.
Così quando l'andava a trovare, lei la snobbava. stizzita.
Quando siamo andati a riprenderla, Lena non era affatto contenta: viziata, coccolata da mia madre che ha un mucchio di tempo per starle dietro, non lesina sulla pappa (al diavolo la dieta!) e le lascia graffiare il divano, non aveva proprio voglia di tornare con noi. Almeno credo.
L'ho trovata inciccita ancora, ma forse è un'illusione ottica, data dall'abitudine ai gatti Sardi che non si possono permettere certe dimensioni.
Adesso è un pò depressa per il tempo...Spero che le passi. Nel frattempo le nascondiamo qualche crocchino sotto Mr Topo, così si diverte...
Fra pochi giorni partiamo di nuovo e ce la portiamo dietro, stavolta!
giovedì 12 agosto 2010
Come eravamo
Per una con la vocazione della millenarista come me la tecnologia è spesso una noia. Viva il computer, viva wi fi ed internet, ma non c'è bisogno di Ipad, Iphone e di telefoni cellulari supersofisticati, nè tantomeno di tenerli sempre accesi, schermi ultrapiatti e cose di molta apparenza e poca sostanza ed utilità.
Però bisogna ammettere che la tecnologia ha cambiato il mondo degli spettatori di concerti.
Quando ero pischella ai concerti non di potevano portare macchine fotografiche nè registratori. Uno sfrigolante mercato di bootleg clandestini (quanto non si sa) si diffondeva, ci si scambiavano cassette, c'era un posto dove tutte le domeniche c'era una bancarella che vendeva registrazioni. Alcuni negozi di musica indipendente (ora purtroppo quasi non ce ne sono più) le vendevano e a volte avevano anche materiale che veniva dal Giappone!!! Addirittura c'era una vetrina di un fotografo che esponeva immagini riprese ai concerti milanesi, immagini che per i costi e la bellezza (non erano sfocate o mosse) diventavano regali per amici e parenti coetanei.
Per non parlare delle riviste come "Ciao 2001", "Cioè" eccetera che per vendere pubblicavano articoletti sul colore dei calzini di una star infarciti di fotografie dell'idolo stesso. E noi bambocci a comprarle ed a scambiarci gli articoli, io ti dò un Simon Le Bon se tu mi dai un Talk Talk eccetera.
A pensarci mi viene da ridere. A partire dall'introduzione delle macchine fotografiche nei cellulari questo mercato costruito sulle nostre viscerali passioni di adolescenti è andato sgretolandosi. I telefoni hanno dato la prima spallata, poi le macchine fotografiche elettroniche (sempre più piccole), le video camere da nascondere sotto un'ascella, gli mp3 players che registrano anche l'audio. E poi Youtube ha dato la botta finale, permettendoci lo scambio di files da tutto il mondo senza guadagno, per il solo gusto di condividere le emozioni provate con tutti. AHAHAHAH! Mi faccio una risata tonante, sono contenta, sono contentissima perchè prima di tutto è caduto un divieto stupido (prova a beccare qualcuno in mezzo alla folla che riprende col telefono cellulare..) e poi perchè ci siamo liberati di una struttura che legava il godimento postumo ed il ricordo dei concerti, nonchè la condivisione con gli amici ad un giro di denaro.
Ora possiamo vedere tutte le foto che vogliamo e ascoltare parti di concerti o concerti interi gratuitamente, con una qualità non sempre ottima, ma se qualcuno si ricorda anche i bootleg erano un terno al lotto, potevi pagarli una fortuna e quando te ne tornavi a casa e li ascoltavi scoprivi che in pratica non si sentiva niente a causa dei fruscii o del tizio accanto al registratore che si sgolava dietro al cantante.
Certo, le major non ne hanno pagato il prezzo ma almeno adesso non lo paghiamo neanche noi.
Non sempre il passato è meglio del presente.
Però bisogna ammettere che la tecnologia ha cambiato il mondo degli spettatori di concerti.
Quando ero pischella ai concerti non di potevano portare macchine fotografiche nè registratori. Uno sfrigolante mercato di bootleg clandestini (quanto non si sa) si diffondeva, ci si scambiavano cassette, c'era un posto dove tutte le domeniche c'era una bancarella che vendeva registrazioni. Alcuni negozi di musica indipendente (ora purtroppo quasi non ce ne sono più) le vendevano e a volte avevano anche materiale che veniva dal Giappone!!! Addirittura c'era una vetrina di un fotografo che esponeva immagini riprese ai concerti milanesi, immagini che per i costi e la bellezza (non erano sfocate o mosse) diventavano regali per amici e parenti coetanei.
Per non parlare delle riviste come "Ciao 2001", "Cioè" eccetera che per vendere pubblicavano articoletti sul colore dei calzini di una star infarciti di fotografie dell'idolo stesso. E noi bambocci a comprarle ed a scambiarci gli articoli, io ti dò un Simon Le Bon se tu mi dai un Talk Talk eccetera.
A pensarci mi viene da ridere. A partire dall'introduzione delle macchine fotografiche nei cellulari questo mercato costruito sulle nostre viscerali passioni di adolescenti è andato sgretolandosi. I telefoni hanno dato la prima spallata, poi le macchine fotografiche elettroniche (sempre più piccole), le video camere da nascondere sotto un'ascella, gli mp3 players che registrano anche l'audio. E poi Youtube ha dato la botta finale, permettendoci lo scambio di files da tutto il mondo senza guadagno, per il solo gusto di condividere le emozioni provate con tutti. AHAHAHAH! Mi faccio una risata tonante, sono contenta, sono contentissima perchè prima di tutto è caduto un divieto stupido (prova a beccare qualcuno in mezzo alla folla che riprende col telefono cellulare..) e poi perchè ci siamo liberati di una struttura che legava il godimento postumo ed il ricordo dei concerti, nonchè la condivisione con gli amici ad un giro di denaro.
Ora possiamo vedere tutte le foto che vogliamo e ascoltare parti di concerti o concerti interi gratuitamente, con una qualità non sempre ottima, ma se qualcuno si ricorda anche i bootleg erano un terno al lotto, potevi pagarli una fortuna e quando te ne tornavi a casa e li ascoltavi scoprivi che in pratica non si sentiva niente a causa dei fruscii o del tizio accanto al registratore che si sgolava dietro al cantante.
Certo, le major non ne hanno pagato il prezzo ma almeno adesso non lo paghiamo neanche noi.
Non sempre il passato è meglio del presente.
mercoledì 11 agosto 2010
Sas Sebadas ritorna Gemella Frittella
Ebbene sì, tutte le cose belle finiscono e tra queste le ferie.
Siamo partiti dalla nostra base Sarda la mattina di lunedì, ma non ci siamo diretti subito ad Olbia: invece siamo andati verso Cagliari, dove abbiamo visitato il laboratorio ed il teatro di IsMascareddas una compagnia di amici burattinai. Dopo questa bella sosta ci siamo rimessi in moto e siamo arrivati con le solite tre ore d'anticipo al porto. Un panino al limite della legalità in un chiosco tenuto da una specie di vecchio marinaio e poi via in attesa del traghetto. Che stranamente è arrivato puntualissimo, ed ha vomitato una quantità incredibile di macchine. In compenso noi in partenza eravamo proprio pochini, così l'imbarco è stato rapido.
A me piace vedere posti nuovi, ma fondamentalmente odio viaggiare. Odio le attese, lo squallore dei lunghi viaggi, specialmente quelli di ritorno, che prolungano all'infinito l'agonia del tornare a casa. Il traghetto è normalmente uno di questi episodi. Nonostante le cabine siano mediamente pulite e non troppo umide, non posso fare a meno di sentirmi precaria (e ricordo che una delle mie vacanze preferite è stata su una chiatta sul Tamigi). E poi i continui annunci attraverso gli altoparlanti, la sveglia alle 5 del mattino...Non riesco a rilassarmi.
Comunque, dopo una doccetta io e Speck ci siamo diretti alla spaghetteria tanto pubblicizzata per fare un giro. Dopo il panino portuale io non avevo intenzione di mangiare altro, ma Speck ha insistito e così ci siamo presi un piatto ciascuno di una specie di timballo di pasta, non particolarmente buono ma moooolto costoso.
Tornati in cabina ci siamo messi a letto, ma i bambini della porta accanto continuavano a chiacchierare, mentre loro padre non provava nemmeno a zittirli. Alla fine, dopo averli ascoltati blaterare in tedesco per mezz'ora, Speck ha perso le staffe e deve aver urlato "Silenzio!" in tedesco. Meno male, hanno capito.
Ma il maccherone ha lavorato contro di noi. Speck non ha dormito neanche un pò e così ieri, quando siamo arrivati dai miei genitori per ritirare la piccola Lena (che sembra ingrassata ancora!) ho insistito per restare a fare un pisolino.
Oggi siamo a casa, le valige sono ancora nel bagagliaio della macchina, il frigo è vuoto, la lavatrice attende di essere riempita e mi sono iniziate le mestruazioni. Uao.
Meno male che stamattina ha piovuto....
Siamo partiti dalla nostra base Sarda la mattina di lunedì, ma non ci siamo diretti subito ad Olbia: invece siamo andati verso Cagliari, dove abbiamo visitato il laboratorio ed il teatro di IsMascareddas una compagnia di amici burattinai. Dopo questa bella sosta ci siamo rimessi in moto e siamo arrivati con le solite tre ore d'anticipo al porto. Un panino al limite della legalità in un chiosco tenuto da una specie di vecchio marinaio e poi via in attesa del traghetto. Che stranamente è arrivato puntualissimo, ed ha vomitato una quantità incredibile di macchine. In compenso noi in partenza eravamo proprio pochini, così l'imbarco è stato rapido.
| Cartello delle direzioni sul traghetto...Notate il 4 punto... |
Comunque, dopo una doccetta io e Speck ci siamo diretti alla spaghetteria tanto pubblicizzata per fare un giro. Dopo il panino portuale io non avevo intenzione di mangiare altro, ma Speck ha insistito e così ci siamo presi un piatto ciascuno di una specie di timballo di pasta, non particolarmente buono ma moooolto costoso.
Tornati in cabina ci siamo messi a letto, ma i bambini della porta accanto continuavano a chiacchierare, mentre loro padre non provava nemmeno a zittirli. Alla fine, dopo averli ascoltati blaterare in tedesco per mezz'ora, Speck ha perso le staffe e deve aver urlato "Silenzio!" in tedesco. Meno male, hanno capito.
Ma il maccherone ha lavorato contro di noi. Speck non ha dormito neanche un pò e così ieri, quando siamo arrivati dai miei genitori per ritirare la piccola Lena (che sembra ingrassata ancora!) ho insistito per restare a fare un pisolino.
Oggi siamo a casa, le valige sono ancora nel bagagliaio della macchina, il frigo è vuoto, la lavatrice attende di essere riempita e mi sono iniziate le mestruazioni. Uao.
Meno male che stamattina ha piovuto....
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