sabato 24 marzo 2012

A message to you, Frittella!

Ue', guarda che ho molto da fare Frittella, per questo non scrivo molto.
Tuttavia ho gia' tre Post in cantiere, ci tengo a scriverli bene e non a raffazzonare le parole sulla carta telematica.
Ciao!

venerdì 23 marzo 2012

domenica 26 febbraio 2012

Psichedelia al supermercato

Venerdì scorso sono andata a trovare il mio amico Massimo. Quando sono arrivata a casa sua ho visto sul tavolino del salotto una  curiosa custodia di DVD che mostrava in copertina una melanzana trasformata in cappello da mago. Il titolo era incredibile: "Il Mago Esselunga".
-Lo devi vedere!- Mi ha detto entusiasta Massimo, sapendo della mia passione per la cinematografia trash.
Mi ha prestato il disco e ieri sera ho deciso di prendere il coraggio a due mani e guardarmi subito questo cortometraggio.

Tornatore è ,secondo me, un regista enormemente sopravvalutato: nessun suo film ha mai portato alcuna novità al cinema italiano, le poche cose che ho visto sembrano riedizioni con più sesso di vecchi film degli anni 40.
Ed in effetti "Il Mago Esselunga" è un misto tra "La fabbrica di cioccolato" (senza Johnny Depp) e i documentari dell'Istituto Luce.
La trama è la seguente: una bella mattina un'allegra famigliola di nome Rossi composta da papà, mamma e figlio decide di andare a far la spesa. Il bambino, sui 10 anni, vuole andare al luna park (il luna park? Esiste ancora?), ma i genitori insistono che la loro destinazione è mooolto più divertente. Mentre si recano col loro bel macchinone al supermercato (quale sarà?) un uomo in impermeabile li spia e li segue. Cosa vorrà? Sarà una spia della Coop? Vorrà rapire Sandrino?
Arriviamo al parcheggio del supermercato Slunga: i genitori continuano ad essere irragionevolmente allegri mentre il bambino c'ha le balle girate, lui voleva andare al luna park, e poi, a 10 anni ancora non ha un Nintendo o un Iphone con cui isolarsi dalla noia che gli provoca lo stare coi parenti (insomma gente, siamo realisti, conoscete un bambino di 10 anni che non abbia ancora telefonino o videogioco?). Ma proprio mentre scendono dalla scala mobile vengono aggrediti a passo di tip tap dalla spia di prima, che tolto impermeabile e cappello si rivela un tizio con un terribile vestito a quadri e i capelli per aria. La sua apparizione fa venire un attacco isterico a Sandrino, che si mette a ridere nevroticamente mentre i genitori -per niente preoccupati- proseguono nella loro allegria.
Il tizio col vestito a quadri (il Mago Slunga) inizia a far da guida alla famiglia Rossi e col piglio del narratore della Settimana Incom dice che lui è "Uno dei 20.000 prodi dipendenti che indefessi lavorano per portare i floridi frutti di Madre Natura più vicino alla spesa dell'amorevole madre" (non dice proprio così, ma è per dare un'idea del tono). E vabbè.
Poi inizia la vera psichedelia: i banconi della frutta, i frigoriferi dei prodotti freschi e gli scaffali della panetteria sono porte dimensionali attraverso le quali vengono mostrati contadini (tutti italiani ?!?!) che lavorano allegramente in campagna, centinaia di operaie ed operai che in catena di montaggio confezionano cocktail di gamberi, sfornano panini e producono gnocchi.
La famiglia Rossi, coadiuvata dal Mago (che secondo me ha un secondo lavoro al Parco Sempione) se la ride da matti, e lì nasce un dubbio: dov'è il reparto cocaina?
Poi, un tocco horror: il reparto pescheria, la cui porta dimensionale trasferisce l'intera famiglia su un peschereccio dove si trovano coi piedi immersi nei pesci appena pescati che stanno saltellando perchè muoiono soffocati. I Rossi collassano dalle risate, Sandrino è sull'orlo della follia. In macelleria poi
assistiamo al taglio di bistecconi alti 20 cm con una macchina degna di "Non aprite quella porta" anche se immacolata...il sangue è abolito, i camici dei macellai lindi come quelli di chirurghi che si appropinquano ad operare. Raccapricciante.
Tornatore in un delirio di onnipotenza cita i grandi maestri del cinema: al reparto panificazione Sandrino viene chiamato da un vecchio (Caprotti, proprietario di Slunga) vicino ai forni: l'atmosfera è calda e gialla ed è impossibile non  pensare al colonnello Kurtz di "Apocalypse Now"rintanato nel suo compound che riceve Villard.
Poi, al culmine del trip il Mago porta Sandrino nei magazzini dell'Slunga, che sono grandi come La Morte nera di Guerre Stellari e che a visitarli a bordo di super muletto che corre a tutta birra, anzi vola, ricordano molto la sequenza del viaggio di "2001 Odissea nello Spazio".

Altro elemento inquietante è la confidenza che si prende tutto il personale del supermercato: chiama per nome i vari Rossi, saluta, e sa TUTTO di loro, al punto che la ragazza della panetteria impone alla mamma la spesa (della serie "Non devi neanche pensare, quello è il nostro lavoro").

Alla fine del viaggio c'è un'allegra, giovane e fresca cassiera tutta gargiula che elargisce alla famiglia un ricco sconto sulla spesa. Tutto finisce come in un telefilm di Aaron Spelling in acido: ridono tutti.

Questo è un breve riassunto, ma nei 15 minuti di film c'è molta più assurdità di quanta possa contenere un post di un blog per il diritto al cazzeggio, si rischia l'overdose.
Tornatore se la deve vedere proprio male se da regista vincitore di un Oscar è finito a fare spottoni su un supermercato, nel quale per altro vengono taciute (proprio come nei documentari del ventennio) le reali condizioni di lavoro degli impiegati, che sono state più volte denunciate. Tutto è lindo, asettico (ad un certo punto lo dice anche il Mago), inquietante.
In alternativa, possiamo pensare che il regista, mentre aspetta di fare un film vero, stia cercando di raccogliere un pò di grana con marchettoni pubblicitari, e questo è come una cena elegante ad Arcore.
A voler fare i cinefili possiamo pure fare una critica semiseria, notando che la sceneggiatura è terribile, tutta scatti, non c'è un filo di realismo o di normalità, solo una cieca idolatria per il committente.
E si vede talmente tanto cibo esposto che alla fine del cortometraggio si ha la nausea a pensare di mangiare.

Se tutto questo non vi basta (e se riuscite a mettere le mani su una copia di questo dvd, regalato ai clienti del supermercato nello scorso autunno) potete turbare i vostri sonni leggendo le note di copertina, grondanti miele fino al ridicolo, e ci si chiede se non ci stìano prendendo in giro tutti, Tornatore, Caprotti e il Mago Slunga.

Infine, una recensione di quest'opera fatta da un blog di professionisti, dove potete pure guardare per intero il film, sempre che ne abbiate il fegato...Se non riuscite a vederlo da quella pagina cercate "Il mago Esselunga" su Youtube, lo trovate anche lì.

martedì 21 febbraio 2012

Un braccio in ostaggio

La piccola Lena è una coccolona. Di solito non viene sul nostro letto, bisogna prenderla in braccio e portarsela dietro. Ultimamente però dopo la pappa della notte miagola come una sirena per farsi prendere, e dopo l'ondata di freddo delle scorse settimane ha preso coraggio e si arrampica sul nostro letto, si sdraia tra di noi e comincia a ronfare.
Ma la cosa che ama di più è il braccio di Speck. La notte, Lena arriva quatta quatta e ci si pianta sopra. Di pomeriggio, quando Speck sonnecchia lo va a svegliare perchè estenda l'arto e la faccia accomodare. Ieri addirittura ha iniziato a miagolare con insistenza e dopo un pò di tentativi per capire cosa volesse (aveva il pancino pieno) si è calmata solo quando Speck le ha offerto il braccio. Ah , che bello.
Sospetto che una delle ragioni della preferenza di Lena sia l'odore dell'ascella di Speck, visto che con me, che pure ho un braccio grassoccio e comodo, non è così insistente.
Un pomeriggio Speck doveva uscire, ma Lena era lì, bella contenta con la capoccina sul suo braccio. Che fare? Lasciarle un braccio finto! Così Speck ha preso un suo maglione e le ha messo a disposizione una manica sulla quale lei si è accoccolata felicemente.

lunedì 23 gennaio 2012

Il Grinta!

Ecco un altro di quei film che quando arrivano in sala mi dico "QUESTO è da vedere!", e poi per qualche motivo (nessuno viene con me, ad esempio) mi perdo. Ma i Fratelli Coen sono sempre da recuperare e così ho approfittato dei saldi per portarmi a casa il dvd e imporre immediatamente la visione domestica.

"Il Grinta" è una storia iniziatica al femminile: gli eventi ruotano attorno ad una coraggiosa ragazzina che assume lo sceriffo Rooster Cogburn, macilento ed ubriacone, per catturare e portare all'impiccagione l'uomo che ha ucciso suo padre. La piccola Mattie Ross è come Alice nel Paese delle Meraviglie, una ragazza con tanto buonsenso e le idee chiare, in un mondo spietato, ma incredibilmente surreale.

Tutto rientra nei canoni di un cinema western raffinato e classico, almeno per la prima parte del film, in cui sono raccontati i giorni in cui Mattie arriva nella città dove si trova la salma del padre e provvede alla spedizione alla fattoria da cui proviene, la conoscenza ed il complicato reclutamento del Grinta (da non perdere la contrattazione col mercante di cavalli) non troppo propenso ad accettare il lavoro.
Poi, quando finalmente si parte, inizia una specie di delirio: Cogburn cerca di andarsene senza di Mattie, e quando lei lo raggiunge col suo cavallo Tuttomatto attraversando il fiume, è come se fosse battezzata, entra in una nuova dimensione.
Attraversano un bosco in cui incontrano un uomo impiccato in cima ad un albero altissimo, un indiano di cui non si vede la faccia ed un dentista ambulante travestito da orso. Poi giungono in cerca di notizie del fuggitivo ad una capanna che ricorda quella de "La casa" e "Non aprite quella porta".

L'inseguimento del criminale prosegue con sparatorie, omicidi, assurdi racconti di vita di Cogburn, le sue sbronze ed i litigi con il Texas Ranger  La Boeuf, anche lui sulle tracce dell' assassino, mentre Mattie (proprio come Alice) tenta di tenere insieme tutto quanto e domare con la sua intelligenza le mattane di tutti e due. Non solo, la sua sola presenza sulla scena degli avvenimenti è una sfida al mondo degli uomini del quale non si fida per avere giustizia.
Il paesaggio che si fa sempre più straniante, in cui non s'incontrano città ed i personaggi spiccano per le loro caratteristiche fisiche e comportamentali, contribuisce ulteriormente a questa sospensione di realtà, e più ci si addentra nella storia più le immagini, sebbene reali, diventano simboliche, visionarie. La parte finale assume il contorno proprio di un sogno, in cui l'infanzia muore e Mattie entra dolorosamente e definitivamente nel mondo dei "grandi".

Ovviamente questa è la lettura che ne dò io, ma è certo che questo film, più di molti altri dei Coen, è ricco di  sottintesi, di cose non dette ma sospettate, di simboli. 
Non ci sono sbavature sentimentali, non c'è tenera comprensione per la piccola Mattie (la bravissima Hailee Steinfeld) cresciuta con durezza ma pur sempre bambina, non ci sono ricordi affettuosi (tranne in un'occasione) o parole che possano tradire la sua sofferenza,  e questo costringe a domandarsi come si possa sentire. Asciutta è forse il termine che più si adatta a questa narrazione, che per contrasto esalta l'interpretazione barocca di Jeff Bridges, ormai Drugo Forever, ridondante, cialtrone, ubriacone, menomato nell'uso della pistola dalla mancanza di un occhio, e a suo modo leale e coraggioso.

Il western, finchè ci sono film come questo, non morirà mai...

sabato 7 gennaio 2012

Viaggio all'inferno

Da poche ore siamo rientrati dalla vacanza in terra Veneta per il fine anno. Come al solito la piccola Lena era con noi: si è divertita e sta cominciando a fare amicizia con a tenera Romeo, la micetta di là che la viene sempre a trovare, nonchè ad approfittare del servizio di ristorazione Chez Frittella&Speck.

Ma torniamo al viaggio. Ovviamente sapevamo che sarebbe stato pesante, da sempre Lena miagola disperatamente per tutto il tragitto, facendo cacca e pipì in abbondanza per sottolineare il suo disagio. Normale amministrazione, penserete voi.
Invece no. Questa volta è stato peggio, peggio di qualunque altro viaggio con Lena.
Dal momento in cui è stata messa in macchina non ha fatto altro che miagolare, con intensità e in tutte le tonalità, esercitando tecniche vocali paragonabili a quelle di Demetrio Stratos, con l'estensione della Callas, strano che i vetri dei finestrini non siano esplosi. Verso la metà del viaggio ha attaccato un MIAO tagliente e continuo che mia ha fatto letteralmente rincretinire e -per la prima volta- pensare di punire duramente la piccola.
Ad un certo punto m'è venuta pure l'idea di scappare durante una pausa ma Speck, abituato a lunghissimi viaggi in Africa e quindi non uso a sostare agli autogrill ha fatto solo pause da pit stop per pulire gatta e gabbietta, e per il resto non s'è fermato nemmeno 5 minuti per bere un bicchier d'acqua...
Il capitolo escrementi ve lo risparmio, vi basti sapere che a casa abbiamo dovuto sfumare il pelo della coda di Lena, impossibile pulirla.

Ora lei dorme, esausta, sulla sua poltrona, ha mangiato e ronfa...sogna? 
Sicuramente me la sognerò io stanotte, miagolare, miagolare, miagolare...