Purtroppo m'è arrivata oggi una bruttissima notizia, Pasqualino se n'è andato. Dopo la fallita convivenza con Lena lo scorso anno era stato affidato ad una signora che lo andava a visitare nell'appartamento della sua padrona per dargli da mangiare e qualche coccola. Aveva la finestra aperta e trovandosi al piano terra era scappato. Lo avevano cercato per settimane e quando ormai non ci speravano più lo avevano ritrovato a casa di una coppia anziana. Quest'anno si era trovata una persona che lo teneva a casa sua e finalmente le cose sembravano sistemate, ma improvvisamente ha smesso di mangiare e in breve si è spento. Aveva contratto la leucemia felina. Era un gattino avventuroso e affettuosissimo, ne aveva passate non poche ma si è fatto amare. Buon viaggio piccolino, ci rivedremo.
mercoledì 20 agosto 2014
giovedì 14 agosto 2014
Quando il titolo cambia tutto o quasi: “Cena tra amici” ovvero “Le Prenom”
Questa commedia francese ha fatto una
fugace apparizione nelle sale cinematografiche italiane totalizzando
un discreto ma non entusiasmante numero di spettatori. L'opera di
Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière è stata avvicinata
a "Carnage" di Roman Polanski, ma a parte il fatto di
essere tratti da piece teatrali -di cui conservano l'impianto
narrativo e scenografico- e di basarsi su una progressiva spoliazione
(o l'esagerazione) delle premesse iniziali dei personaggi, le due
opere hanno abbastanza poco in comune.
Pierre ed Elisabeth invitano a cena
Vincent (fratello di quest'ultima), sua moglie Anne e l'amico Claude:
una riunione che sembra essere consuetudine tra persone che si
conoscono bene e si frequentano dall'infanzia. Anne è incinta, e la
domanda che viene subito fatta a Vincent riguarda il nome del
nascituro. Da qui inizia una discussione infinita che porterà a una
serie di rivelazioni e di confessioni che minacceranno seriamente la
loro amicizia.
Spiegata così la trama, potreste già
arrivare a capire quale sia il nucleo attorno al quale si sviluppa la
storia. Ma per me che non conosco il francese e non avevo nemmeno
fatto caso alla sigla iniziale in cui non sono riportati i cognomi
dei protagonisti e di tutti gli altri collaboratori, tutta questa
faccenda del nome del bambino che si trascina per un'ora e mezza di
film sembrava un pò troppo pretenziosa e pesante, e terminata la
visione mi sentivo di aver perso qualcosa. Grazie al cielo internet c'è, ed è bastata una breve
ricerca per trovare il tassello mancante: il titolo. Sì, lo so, nella sigla di testa si può leggere quello originale, tuttavia non è tradotto ed è così
diverso da quello italiano da far pensare di non avere importanza.
Invece, è proprio "Il nome" il perno di tutta la vicenda,
che a partire da un'innocente -anche se pesante- scherzo, crea le
condizioni per un epocale litigio che non finirà le amicizie nè i
matrimoni, ma certo ne metterà in luce le ambiguità nonchè i lati
oscuri dei personaggi, con una serie di divertenti equivoci e
ironiche stilettate all'intellighenzia borghese e militante della
gauche.
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Vincent, Anne, Claude, Elisabeth, Pierre |
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