sabato 28 marzo 2009

Racounteurs, Consolers of the Lonely


Nel mio mondo di favola Jack White viene a farmi la serenata sotto la finestra della mia fattoria: violino, banjo e chitarra elettrica. La sua bella facciotta pallida riflette la luce lunare mentre mi dedica le sue attenzioni musicali...

Il secondo disco dei Raconteurs è uno di quelli da cui non riesco a staccarmi. Lo ascolto per intere settimane, poi lo ripongo per qualche giorno e ricomincio da capo.

Mi piacciono proprio, i chitarroni alternati ai pezzi acustici, il rock genuino anni 70 con tanto pianoforte mescolato alla musica tradizionale, l'alternarsi di alta velocità e ritmi country... Ascoltare "Consolers of the lonely" la mattina presto mentre a bordo del 12 trasformato in diligenza ti addentri nella squallida periferia milanese è rassicurante e ti fa venir voglia di cantare a squarciagola...
Come resistere al ritornello di "Old enough"? Alla chitarra di "Top yourself"? Al testo struggente di "Many shades of black"?
Ditemi voi....

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