lunedì 13 aprile 2009

Louise Michel


"Ora che sappiamo che i ricchi sono dei ladroni, se i nostri padri e le nostre madri non riusciranno a liberare da essi la terra, noi ne faremo carne macinata" Louise Michel

"Sai cos'è la comicità? La comicità è Tragedia + Tempo..." Alan Alda in "Crimini e Misfatti"


"E' maschio o femmina?"
"Maschio o femmina? Lo decideranno i padroni!" Da "Louise Michel"


Mentre in tv si scatenano gli ormai inevitabili classici di Pasqua ("Ben Hur", il Festival del Circo di Montecarlo...), per tirarmi un pò sù di morale vado al cinema a vedere "Louise Michel".
Nel Nord della Francia, in una regione chiamata Picardìa una fabbrica tessile viene chiusa: le operaie hanno rinunciato alle 35 ore, al pagamento degli straordinari e a un sacco di altri benefit, ma non è servito a niente. Una mattina le poverette arrivano al lavoro e semplicemente il lavoro non c'è più.
Gli viene riconosciuta una ridicola liquidazione (2000 euro a testa)che decidono di mettere in comune per iniziare una nuova attività: non ci sono molte idee, ma quando Louise suggerisce di affittare un killer per ammazzare il padrone, tutte sono d'accordo.
Ecco Louise, enorme, goffa, analfabeta, ricattata dal capo del personale (uno pazzo che la va a trovare a casa con una serratura per poterla spiare dal buco della stessa), ci pensa lei a trovare il sicario.
Da questo momento inizia una via crucis alla ricerca del padrone da ammazzare, tra colpi di scena, figure esilaranti (su tutti il vicino di casa di Michel a cui si riferisce la seconda citazione), cambi di sesso a scopo lavorativo, amore.
"Louise Michel" è esilarante, divertentissimo e nerissimo. A pensarci c'è proprio poco da ridere, la situazione delle persone "normali", che per vivere devono lavorare è rappresentata in modo paradossale ma realistico, descrive tutta la disperazione di chi non ha niente: la sceneggiatura non si lascia sfuggire alcun particolare, è un vademecum della crisi presente, una critica durissima a tutto il sistema economico e sociale.
Molti hanno detto che le atmosfere e i personaggi ricordano quelli di Aki Kaurismaki, ed in effetti soffia una brezza finlandese sul questo film; c'è da dire che i personaggi sono molto meno silenziosi e molto meno fatalisti di quelli del regista finlandese. Hanno più rabbia, meno rassegnazione. Ma in qualche modo verranno ricompensati anche loro.
Fuori dal cinema c'è Corso Vittorio Emanuele, carne macinata che passeggia, nelle vetrine scarpe che costano quanto il mio stipendio di un mese. Davanti alle vetrine ci dorme della gente.
PS se ancora non sapete chi sia, fate una piccola ricerca su Louise Michel

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