
martedì 29 settembre 2009
Le grandi gaffes di Frittella: Il giorno più bello della vita

domenica 27 settembre 2009
Il Karaoke di Doppiaazione!

Ebbene sì, noi Frittella e Ciambella, sempre più preda della nostra megalomania abbiamo deciso di farvi cantare! Dovunque e comunque!
The history book on the shelf
Is always repeating itself
Waterloo - I was defeated, you won the war
Waterloo - Promise to love you for ever more
Waterloo - Couldn't escape if I wanted to
Waterloo - Knowing my fate is to be with you
Waterloo - Finally facing my Waterloo
My, my, I tried to hold you back but you were stronger
Oh yeah, and now it seems my only chance is giving up the fight
And how could I ever refuse
I feel like I win when I lose
Waterloo - I was defeated, you won the war
Waterloo - Promise to love you for ever more
Waterloo - Couldn't escape if I wanted to
Waterloo - Knowing my fate is to be with you
Waterloo - Finally facing my Waterloo
So how could I ever refuse
I feel like I win when I lose -
Waterloo - Couldn't escape if I wanted to
Waterloo - Knowing my fate is to be with you
Waterloo - Finally facing my Waterloo
venerdì 25 settembre 2009
Gemella Ciambella ha visto il futuro del folk-rock-pop italiano...
...e il suo nome e' Peppe Voltarelli!
Con incredibile ritardo recensisco il concerto di Peppe Voltarelli tenutosi a Berlino il 24 settembre, che ho visto col mio fidanzo Brötchen (ovviamente lo pseudonimo tedesco e' d'obbligo). Stavolta Peppe Voltarelli ha suonato in un locale Jazz chiamato B-flat, nella zona Mitte di Berlino. Sorvoliamo sul fatto che gli amici che ho invitato mi hanno paccata TUTTI, parliamo del B-flat: e' un localino tipicamente jazz, piccolo e a suo modo chic, con la particolarita' che deve essere stato una volta un negozio, perche' invece di essere totalmente chiuso, ha due enormi vetrine, attraverso cui la gente che passa per strada vede gli spettatori, e la schiena degli artisti. Questa caratteristica conferisce a ogni spettacolo un'aria vagamente surreale, coi tram che sfrecciano alle spalle dei musicisti, le facce stupite della gente che si ferma a guardare la scena, etc.
Questa volta, Voltarelli ha suonato su un vero palco con una band di tre elementi: Gianni Cerone (batteria), Italo Adriani (basso) e Alessandro Palmitessa (sax), un vero e proprio "Rat pack" alla Sinatra.
Devo dire fin da subito, che l'impatto e' stato per me e Brötchen molto diverso dal concerto precedente: mentre nell'appuntamento di giugno eravamo in uno spazio piccolo, neutro e c'erano solo Voltarelli e Gennaro de Rosa a reggere quasi due ore di spettacolo, questa volta l'impressione e' di qualcosa di piu' sofisticato, ricercato, come alcuni arrangiamenti proveranno.
Tra gli altri pezzi, ricordo il tango travolgente e minaccioso di "Distratto ma pero' ", a cui e' seguita una versione swing-western-be bop di "Gerofalicchio mio": un invito a ballare, ma purtroppo nessuno mi aiuta a spostare i tavolini.
Peppe parla al pubblico nel suo personale melange poliglotta di inglese, italiano, calabrese e tedesco, e subito conquista i tedeschi e le tedesche presenti nel pubblico: ridacchiano soddisfatti e chiedono traduzioni agli amici italiani.
Ci esaltiamo tutti per "Il paese dei Ciucci", con tanto di pantomima voltarelliana, e il pubblico partecipa gioioso al coro di "i-hoooo, i-hooooooooooo!" richiesto da Peppe.
Non manca il classico della pomiciata anni 60' "Quando calienta el sol" (di Tony Vilar, un cantante calabrese, a cui Voltarelli ha dedicato un documentario on the road "La vera leggenda di Tony Vilar"), ma e' con "Onda calabra"che si sparge il delirio in sala, e io ho una delle mie celebri visioni alla Giovanna d'Arco, vedo tutto chiaramente: Peppe Voltarelli e' il Bruce Springsteen Calabrese! Si, sara' anche un locale Jazz ma tutti han voglia adesso di alzare il pugnetto per aria e urlare a squarciagola"und die Kleine und die spielen und die Arbeit"!
Segue il classico "Tittitiritittitirititittiritiri", che scivola nel consueto omaggio alle musiche dei film di Sergio Leone. Dopo la pausa, il medley che entusiasma le posse romane presenti: Chitarra romana e Tanto pe' canta' . Intanto un'anarchia surreale pervade il B-flat: un gruppo di ragazzi fuori dalle vetrine salutano e fanno di tutto per distrarre i musicisti, mentre Voltarelli ci fa applaudire un ipotetico pianista che siede al piano nel mezzo del palco, in strada brillano i fari delle auto che fan manovra e abbagliano il pubblico, un passante dall'aria quanto totalmente confusa, fissa la scena, cercando di dare un senso al tutto.
Seguono "Leggeroleggeroleggero" e la tammurriata "Raggia" ( qui veramente e' stato difficile trattenersi dal ballare sui tavoli).
L'unico bis (o Zugabe) e', purtroppo, Bartali di Conte: intendiamoci, mi piace Conte, ma una canzone di Voltarelli sarebbe stata meglio, o perlomeno una canzone di Modugno (devo dire che mi e' mancata "Malarazza"). Voltarelli e i suoi ringraziano e abbracciano ancora una volta il pianista invisibile per il suo supporto. Infine, come uno scherzo della luce, Peppe improvvisa una cover di Modugno, in stile Modugno, ma quando vede che la band sgattaiola via si intimidisce e se la batte.
Insomma, bel concerto, bravo Peppe brava la band, brava Ilaria di Bocconcini.net che ha organizzato tutto. E' stato un bel biglietto da visita per coloro che non conoscono ancora Peppe Voltarelli. Peccato pero' il tempo limitato e la scaletta quasi identica a quella di giugno.
Vorrei aggiungere una riflessione mia e di Brötchen: abbiamo la sensazione che Voltarelli non abbia bisogno di luoghi sofisticati e arrangiamenti elaborati perche' stanno stretti all'esuberanza della sua musica energetica e diretta. Brötchen sostiene addirittura che Beppe non necessiti che di se' stesso e una chitarra, al massimo un altro musicista (a scelta).
Aspettiamo il sciur Voltarelli l'anno prossimo, di ritorno dalla sua tournee' Americana con nuove canzoni dal suo nuovo album. Spero che la prossima volta ci sia spazio per ballare come tarantolati. E dato che ci sono stati omaggi a mezza italia, spero in un medley "Polenta taragna" con "Oh mia bela madunina/Vecchio scarpone/Sul ponte di bassano".
Enjoy America Peppe, viel Glück!
Grazie a Ilaria di Bocconcini.net per le notizie, il permesso di fare le foto e i link con alcuni momenti del concerto!!
http://www.youtube.com/watch?
http://www.youtube.com/watch?
Dry

Io (Frittella) ho sempre voluto essere come PJ Harvey. Piccola, magra, gran voce, ottima chitarrista e compositrice. Capelli scuri. Si dice assatanata. E' una di quelle donne che come Frida Khalo riescono ad essere belle e affascinanti senza aderire agli standard classici. Sulla copertina di "Dry" si vede pure che (ai tempi) aveva un pò di baffetti. La sua femminilità supera le cazzate. Negli anni '90 mentre noi ci si leccava le ferite del new romantic, questa ragazzina di Yeovil, cresciuta tra verdi colline e greggi di pecore, irrompeva sulla scena indipendente con i suoi dischi di Howlin' Wolf nel giradischi, la sua chitarra e la autoironia, cambiando per molti, l'immagine della donna rock. Fragile eppure forte, capace di sentimenti devastanti si presentava in canottiera nera con una gonnellina nera a pois bianchi e pettinata come Olivia. Faceva paura.
giovedì 24 settembre 2009
Ecco il vero TESORETTO!
mercoledì 23 settembre 2009
60 anni e non dimostrarli
martedì 22 settembre 2009
Post Mortem

Credetemi, quello che sto scrivendo mi raccapriccia. Ma devo farlo. Mi sto chiedendo quale logica abbia spinto la famiglia Bongiorno a permettere la diffusione dei vecchi spot di Infostrada con Mike e Fiorello. A raffica, su tutte le televisioni, con la dicitura "Per desiderio della famiglia Bongiorno". Non vedo altro scopo che quello di sfruttare a fini di bieco commercio l'onda anomala di commozione per la morte del presentatore, di dargli un'esistenza mediatica oltre la morte, mantenendolo in uno stato di vita apparente, come uno zombie catodico.
lunedì 21 settembre 2009
A volte è meglio andare a piedi

Sui mezzi dell'Azienda Tramviaria Milanese sono comparsi da qualche tempo i cartelloni di una campagna per la buona educazione del passeggero. Quando ero in Inghilterra mi ricordo di averne visti sulla metropolitana, dunque pur considerandoli inutili- uno non diventa più educato per aver letto un cartello- non avrei nulla da dire, non fosse per il tono mieloso, anzi no, stucchevole dei messaggi.
venerdì 18 settembre 2009
Archeologia oggi: speciale Grecia!!!
Mi sono commossa, nel ritrovare questo scarpone cariatideo, probabilmente offerto alla dea Sperpera, protettrice della moda e dello shopping selvaggio.
Il pezzo, in creta cotta al forno, e' praticamente perfetto e non mancano nemmeno i lacci! Risalente probabilmente al periodo pre-bizzantino, quando i greci cominciarono a sperimentare altre calzature che non fossero i soliti sandali.
Nave votiva dedicata a Nettuno, in conchiglia fossile e legno. Impossibile definire il periodo di fattura, ma si suppone che questo genere di offerta votiva fosse usata per augurare buona fortuna ai mercanti che solcavano i mari. Le stelle marine-ninja simboleggiavano la lotta contro i numerosi pirati che infestavano i mari all'epoca.
Rarissimo "Bambi stiloforo" del periodo ionico-dorico, in cemento policromo. Lo stato di questo pezzo e' incredibilmente buono, forse a causa di susseguite mani di vernice.
Tradizionalmente questa figura era collocata nei giardini degli antichi greci come simbolo di grazia, prosperita' e cartoni animati sdolcinati.
martedì 15 settembre 2009
"Lucy in the Sky with Diamonds"

Ero in prima o seconda media quando conobbi la psichedelia.
domenica 13 settembre 2009
Horror acustico

Invecchiando, non sopporto più il rumore. Potrebbe essere per via della mia frequentazione dei sordi: ormai mi sono abituata a comunicare senza parlare, a volte mi sorprendo a cercare di spiegare più coi segni che con la voce, e la mia tendenza alla comunicazione scritta mi aiuta a chiudermi sempre di più ai suoni.
sabato 12 settembre 2009
Consigli Comunali

mercoledì 9 settembre 2009
L'amore ai tempi dell'influenza suina...

Scusate, ma mi viene da ridere. In un liceo di Roma sarà proibito agli studenti baciarsi per non diffondere i germi dell'influenza suina, in arrivo a breve. Come se servisse a qualcosa...Sicuro, gli allievi obbediranno sicuramente, se la fanno sotto al pensiero della suina e di essere scoperti dalle bidelle in atteggiamenti antigenici...E scommetto che anche fuori della scuola manterranno questa disciplina, giusto? E mai più baci sulle guance a nonne e zie. Mi piacerebbe essere lì per vedere...
lunedì 7 settembre 2009
Arrivano i mostri!!!

Sul bancone delle offerte di un negozio del centro vedo un succoso cofanetto contenente tre film di Ishiro Honda dedicati a "Rodan il mostro alato": il prezzo è ridicolo, l'occasione di quelle che se te le lasci scappare poi passi 6 mesi a sbattere la testa contro il muro.
Così si decide che per la Festa di Fine Estate a casa di Ciccio, dopo l'assalto alla torre di Babele di cotolette e patate fritte ci guarderemo uno dei tre film. Abbiamo a disposizione le seguenti scelte: "Rodan il mostro alato", "L’invasione degli astromostri" e "Gli eredi di King Kong". Scegliamo il terzo perchè sulla costina della custodia sono segnalati i mostri contenuti nella pellicola e in questo ce ne sono molti di più che negli altri due.
Sappiate innanzitutto che di King Kong non si vede neanche un pelo. Godzilla, Minilla (suo figlio), Rodan, Manda, Motha e un'altra serie di mostri sono stati "confinati" su un'isola felice dove sono liberi di fare un pò quello che vogliono mentre degli scienziati terrestri li studiano. Ma improvvisamente i mostri riescono a fuggire e cominciano a distruggere tutte le più grandi città della terra. Chi li ha convinti a fare ciò?
Sono i cattivissimi Kijlak, extraterrestri dai vestiti trendy-spaziale che a seconda della temperatura assumono sembianze umane o di bruchi. Hanno una trasmittente che si trova sulla luna e manda onde radio ai cervelli dei mostri guidandoli come dei robot radiocomandati. Il loro scopo è ovviamente occupare il pianeta.
I terrestri si battono eroicamente contro questa civiltà aliena, ma solo quando trovano il modo di convincere Godzilla e compagnia a ribellarsi ed aiutare il genere umano dimostrano di avere qualche possibilità.
Le battaglie dei mostri sono epiche, fantastiche, entusiasmanti! I mostri saltano fuori dappertutto! Godzilla fa la parte del leone, ma anche gli altri s’impegnano. Minilla sembra una cheer leader saltellante fino al momento in cui non sputa un letale anello di fumo (o di energia) che sconfigge definitivamente il cattivo mostro mandato dai Kijlak. L'attacco a Tokio è un capolavoro del genere con i bellissimi modellini fatti a pezzi da ben tre mostri insieme. La mano di Ishiro Honda si vede nella raffinatezza delle immagini, nelle trovate senza fine, nell'accuratezza delle ricostruzioni. Sarà che non mi sono mai arresa agli effetti speciali creati col computer, ma questo film mi ha dato un’infinita soddisfazione.
L'edizione del dvd è bislacca: non siamo riusciti nonostante i tentativi a far partire la versione con audio italiano. Ci siamo accontentati dell’Inglese con sottotitoli in italiano, ma a quel punto ci siamo accorti che la traduzione di questi ultimi non era precisissima:“Hold tight!” (Tenetevi forte!) dice il comandante di un’astronave e sotto compare “Accendete i retrorazzi!”.
A parte questo particolare, un vero spasso! E abbiamo ancora due film da vedere!!!
venerdì 4 settembre 2009
Peppe Voltarelli Strikes Again
giovedì 3 settembre 2009
Prima di vederli: "Videocracy"


Oggi ero a casa del mio amico Ciccio e sfogliavo una rivista di cinema, "Film TV". Leggiucchiando qua e là ho trovato una recensione del film "Videocracy", di Erik Gandini, un italiano emigrato in Svezia, che da là osserva quello che succede nella madre patria. Non mi dilungherò troppo nè darò opinioni su una pellicola che non ho ancora visto, anche se la guarderò certamente.